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PIEDIMONTE MATESE – Aldo Moro, un caso non ancora chiuso: domani la presentazione del libro di Fioroni e Calabrò

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PIEDIMONTE MATESE – A quarant’anni dal rapimento e uccisione di Aldo Moro, il caso non è ancora chiuso, la piena verità non è ancora fatta. E’ questa la tesi sostenuta nel libro di Giuseppe Fioroni e Maria Antonietta Calabrò che sarà presentato il 21 dicembre, alle ore 18,30, nella Biblioteca comunale di Piedimonte Matese da Costantino Leuci, docente di Storia e Filosofia, Luca Romano, dell’Associazione Campania domani e Gennaro Salzano, autore di studi su Aldo Moro e ricercatore presso l’Istituto Pio V di Roma. L’on. Fioroni, che sarà presente, è stato il Presidente della seconda Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, istituita nel 2014 e operativa fino al dicembre 2017, ha sintetizzato le conclusioni dei lavori della commissione nel volume “Moro. Il caso non è chiuso. La verità non detta”. Una conoscenza dunque di prima mano degli elementi che per tanti anni sono stati raggiunti da inquirenti e magistrati, unita alle risultanze di nuove indagini, effettuate su incarico della Commissione, anche con l’ausilio di tecniche innovative non disponibili negli anni scorsi. Ma soprattutto una nuova lettura del complesso quadro di indizi e prove che vede agire, intorno al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro, Servizi segreti di vari paesi, terroristi internazionali, politici e faccendieri, trafficanti d’armi e criminali comuni, oltre naturalmente ai brigatisti rossi. Una lettura che Fioroni spinge anche oltre il 1978, per ricostruire il ruolo di alcuni brigatisti come Valerio Morucci e le pesanti ricadute sulla politica italiana dei decenni successivi, fino al nostro presente apparentemente così lontano da quegli anni, ma in realtà fortemente condizionato da quelle vicende. L’evento è organizzato dal Gruppo In Progress, sorto a Piedimonte Matese proprio per offrire ai cittadini occasioni di discussione pubblica e di arricchimento culturale, andando oltre le risse televisive e il linguaggio rozzo e superficiale cui spesso si riduce la comunicazione sui social media.

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