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Caserta – Roghi tossici, lo show dei gialloverdi in Prefettura. Inquina di più il recente decreto sui fanghi da depurazione

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Caserta – Il nuovo governo ha approvato un decreto che permette di sversare fanghi da depurazione sui terreni agricoli con un contenuto di veleni da idrocarburi superiore di ben 20 volte rispetto a quello previsto fino a pochi giorni fa. Perché?
Semplice: per fare un grosso favore alle multi nazioni che estraggono petrolio sul territorio italiano. E poi perchè mancano impianti idonei per una corretta depurazione.
Domani, presso la Prefettura di Caserta, prenderà “corpo” il Piano d’azione sulla Terra dei Fuochi. Nulla di particolarmente eclatante, tranne l’enfasi con cui sta passando una operazione banale rivolta alla sicurezza. Il premier Conte e sette ministri, i vicepremier in testa, ed il governatore Vincenzo De Luca firmeranno un piano operativo che consentirà ai militari di presidiare i siti di lavorazione dei rifiuti a rischio di incendi dolosi. A dargli manforte, 100 carabinieri, esperti in indagini ambientali che saranno distaccati sul territorio per rafforzare l’attività di intelligence e repressione.
Una cosa normalissima. Ma la spettacolarizzazione del banale, oggi, vale più di ogni altra cosa. La spettacolarizzazione serve soprattutto a nascondere le “marachelle” di chi, proprio sull’ambiente, predica bene e razzola male.
Il nuovo governo, quello che doveva essere un argine invalicabile contro l’inquinamento, ha varato un decreto legge che facilita l’inquinamento dei terreni agricoli. Il ministro Costa, sulla vicenda specifica è rimasto in assoluto silenzio. Segno evidente che quando arrivi a certi livelli, quando diventi un importante ingranaggio del sistema, non ti resta che girare.
Il governo ha giustificato la necessità del decreto legge proprio con la carenza di impianti per il trattamento dei fanghi di depurazione. Ora quei fanghi non correttamente trattati, cioè pieni, di veleni, potranno essere sversati nei terreni agricoli, diventando concime. Con il decreto-legge Genova ( D.L. 109 del 28.9.2018) è stato inserito il controverso articolo 41 che innalza i limiti degli idrocarburi che possono essere smaltiti nei terreni.
In sostanza il governo ha innalzato i limiti per la presenza di idrocarburi ammessi nei fanghi dei depuratori che poi vengono utilizzati come concime per l’agricoltura, limite elevato ad un valore 20 volte superiore passando da 50 mg/Kg a ben 1000mg/Kg.
Mancano studi scientifici in grado di escludere, senza ombra di dubbio alcuno, il potenziale impatto sull’ambiente ma al contrario, esiste un’ampia casistica che porta a ipotizzare una stretta correlazione tra lo spargimento di fanghi industriali e la presenza di metalli pesanti e sostanze chimiche estremamente nocive.
Di certo una norma adottata con la decretazione di urgenza e che porta il limite degli idrocarburi da 50 mg/Kg a ben 1000mg/Kg di certo risolve molti problemi delle industrie e soprattutto delle società petrolifere.

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