PIEDIMONTE MATESE – Politiche, è ufficiale: Vincenzo Cappello è fuori. Si candida il fratello Piero. (la nostra esclusiva trova conferma)

PIEDIMONTE MATESE – E’ ufficiale, Il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, fuori dalla corsa al Parlamento. Il partito non ha concesso alcuna deroga. Al suo posto concorrerà il fratello Piero Cappello, attuale presidente dell’Asi. Potrebbe però non essere la stessa cosa, infatti, il carisma politico di Vincenzo Cappello è ben altra cosa rispetto alla “tecnica” del fratello Piero, sicuramente elemento validissimo ma tutto da scoprire in campo politico.

La vendetta del Partito Democratico. Un partito dove c’è di tutto, tranne la “Democrazia”. Quella vera.

Pur non avendo sostenuto Matteo Renzi, la famiglia Cappello, paga la “ritorsione” dei vertici del PD contro i sostenitori di Renzi alle ultime primarie. Infatti, non serve scomodare politilogi famnosi  o giornalisti di alto rango o quelli depositari dell’assoluta verità,  per capire che il limite imposto dal PD di non candidare sindaci dei comuni al di sopra dei 5mila abitanti, è una scelta punitiva per i renziani, considerato che molti sindaci, soprattutto giovani, si sono schierati con Renzi alle ultime  primarie. Quindi, i vertici del Partito Democratico hanno imposto la loro legge, a scapito degli elettori, della gente e di tanti che da anni – come Vincenzo Cappello – si battono per il territorio.

L’errore di Vincenzo Capello

L’errore del sindaco di Piedimonte Matese, probabilmente, è stato quello di dare fiducia ad un partito la cui classe dirigente non ha più alcuna credibilità politica dopo aver passato gli ultimi mesi a sostenere le decisioni di Monti, votando qausi sempre insieme al tanto avversato PDL. Non è più credibile un partito che non ha spinto per cambiare una legge elettorale vomitevole che garantisce solo l a casta.

Serviva una svolta

Un partito, come quello Democratico, che non capisce  il valore dell’impegno di persone che ogni giorno fanno politica sul territorio e fra la gente, non vale alcun sacrificio. La gente non ha dubbi: Vincenzo Capello non doveva candidare il fratello ma doveva trasferire altrove la propria forza. Sarebbe stata questa la lezione giusta per un “vecchio” partito che si dimostra sempre più casta

 

 

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un commento

  1. Non sono d’ accordo .

    PIERO e’ un politico di altrettanto valido spessore ed ha addentellati su tutto il territorio della Provincia .

    Non parlerei di errore di VINCENZO CAPPELLO .

    Che il PD sia un partito con sue STRANE regole questo e’ acclarato . Il problema e’ che vive FORTE e CHIARA l’ anima SINISTROIDE del partito , che detta le sue leggi ed impone i suoi uomini .

    Comandano ancora i filocomunisti .

    Il momento e’ delicato , meglio essere cauti . Secondo me VINCENZO potra’ essere ripagato per questa LUNGA fedelta’ al partito con incarichi di prestigio consoni al suo peso di rappresentativita’ .

    Vedremo .