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SESSA AURUNCA – Morì lungo le rive del Don durante la Seconda Guerra Mondiale, i resti del Soldato Iorio tornano nella sua Avezzano dopo quasi ottant’anni

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SESSA AURUNCA (di fra. man.) – Le spoglie di Pasquale Iorio – fante del 79° reggimento della Pasubio morto lungo le rive del Don in Russia durante il secondo conflitto mondiale – tornano finalmente a casa. I resti mortali del soldato dopo settantasei lunghi anni sono arrivate stamattina ad Avezzano, frazione di Sessa Aurunca, per essere custodite nel cimitero dove riposa la famiglia del soldato. Alla deposizione di una corona di alloro è seguito il rito religioso presieduto del vescovo della diocesi Mons. Piazza. Presenti varie autorità civili – tra le quali il sindaco Silvio Sasso – e militari. Luca, di 87 anni, è l’unico dei nove fratelli in vita. Aveva dieci anni quando Pasquale partì. Il papà Giuseppe, cavaliere di Vittorio Veneto, era un contadino. Pasquale era il primogenito e aveva un gemello di nome Carmine che, arruolatosi, partì per la sardegna. Pasquale, invece, partì per Verona, prima di essere mandato in terra russa. Era il 1942 ed eravamo in pieno conflitto mondiale. E la storia della famiglia Iorio è in qualche modo legata dal filo rosso dell’orrore della guerra. Basti pensare alla storia della sorella di Pasquale, Lucrezia, che morì a soli nove anni. Era ancora sul letto di morte quando soldati tedeschi entrarono in casa. Vedendo il padre della bambina piangere al suo capezzale disattesero all’ordine imposto dal Cancelliere dei Terzo Reich e non se la sentirono di deportare il signor Giuseppe, rispettandone il lutto. Dal fronte russo, intanto, arrivò la notizia più temuta: il sodato Pasquale Iorio rientrava nell’elenco dei dispersi. Era il 31 dicembre 1942. La mamma di Pasquale, con tanta dignità, ma anche con tanto dolore nel cuore, fino al giorno della sua morte, ha sempre indossato abiti neri in segno di lutto. Durante la guerra ha aiutato molte persone affinchè non venissero deportate, pensando alle sofferenze del figlio e sperando magari un giorno di poterlo riabbracciare. Dallo scorso 15 maggio sono rientrati in patria i resti di ben 100 soldati italiani da Mosca. Tutti seppelliti in una fossa comune. Tranne Pasquale Iorio. Ritrovato non molto lontano da dove giacevano le altre novantotto vittime di guerra. Aveva una piccola medaglia. Grazie alla quale è stato possibile identificarlo. E riportarlo dove quasi cent’anni fa una mamma dal cuore nobile e dall’animo così coraggioso aveva messo al mondo quello che sarebbe diventato di lì a qualche anno un fante del settantanovesimo Reggimento della Pasubio.

 

 

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