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CASERTA – Camorra, il pm D’Alessio minacciato dal boss: posso sempre far fare una brutta fine alle persone

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CASERTA – «D’Alessio deve sapere che anche se sto al 41bis comando lo stesso e posso sempre far fare una brutta fine alle persone». A pronunciare queste parole è stato il boss Augusto La Torre pronuncia contro il pm della Dda di Napoli Alessandro D’Alessio nel corso di un colloquio in carcere avuto con il fratello Antonio. La minaccia emerge dall’indagine che oggi ha portato in carcere proprio Antonio La Torre e il figlio 31enne di Augusto, Tiberio. Per il boss, in carcere dal 1996 dopo essere stato arrestato in Olanda, è arrivato un avviso di garanzia per estorsione aggravata. Collaboratore di giustizia nel 2003, quando fu arrestata la moglie, La Torre ha fatto arrestare numerosi affiliati al suo clan confessando decine di omicidi e facendo ritrovare anche resti umani nelle campagne di Mondragone. Ma per i giudici il suo contributo è stato riduttivo, in quanto avrebbe taciuto le circostanze che potevano danneggiarlo dal punto di vista economico, infatti non ha mai fornito indicazioni sul tesoro accumulato negli anni. Il contributo in ogni caso fornito gli ha permesso di avere una mitigazione del carcere duro nel 2011. Il boss La Torre non aveva mai smesso di dare indicazioni al fratello Antonio e a suo figlio Tiberio sull’organizzazione del clan. Tant’è che nel 2015 aveva inviato dal carcere una lettera minatoria all’amministratore di un condominio di Mondragone, con la quale pretendeva l’assunzione del figlio Tiberio. E un’altra lettera a un proprietario di una serie di appartamenti chiedendo un «pizzo» di 25mila euro. Gli arrestati sono Antonio e Francesco Tiberio La Torre, fratello e figlio del capoclan, Luigi Meandro e Salvatore De Crescenzo.

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