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TEANO – Patrimonio storico culturale nell’abbandono più totale. Il Vescovo Cirulli passi dalle parole ai fatti. Non c’è più tempo da perdere

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TEANO – La chiesa monumentale di Santa Maria de Foris nel degrado e nell’abbandono. Un monumento che in qualsiasi altra parte del mondo sarebbe attrattiva turistica, da noi (non solo a Teano, chiaramente) è un deposito di rifiuti, è terra di nessuno dove chiunque può andare e rubare ciò che vuole. Ora che il vescovo Giacomo Cirulli sta per firmare un protocollo (con il comune e la soprintendenza) proprio per il recupero e la valorizzazione dei beni storici, culturali e archeologici del paese, l’occasione non può essere sprecata. Va anche detto che il vescovo Aiello – precedessore di Cirulli – sembra aver pensato poco al recupero di alcune chiese del paese, preferendo, invece, “arricchire” la residenza vescovile (cioè la sua dimora).
Teano è una città ricchissima di arte e storia; potrebbe vivere solo di turismo. Ma per raggiungere questo obiettivo serve preparazione e capacità.  Qualità che sembrano essere sempre più rare.
Il complesso monastico benedettino di Santa Maria De Foris , fu fondato dai Conti Longobardi di Teano che finanziarono e commissionarono la costruzione della Chiesa, decimo secolo viste le dimensioni possenti della chiesa e del monastero, i lavori dovettero durare molti anni La Chiesa a tre navate con otto colonne di dimensioni possenti di stile romanico ambo i lati e presentava decorazioni miste di stile bizantino e longobardo, con meravigliosi mosaici l ultimo rubato nella lunetta di uno dei tre portali che accedono alla chiesa.
Lo strumento di fondazione di questa chiesa porta la data del quinto anno del principato di Landolfo 986 – 987 Nel mese di ottobre quindicesima indizione, redatto dsl chierico e Notaio Martino, in una lingua ne Italiana ne Latina ,erano i primi vagiti della lingua Itsliana La donazione venne fatts a Luca Presbitero Abate di Montecassino , a Cristivola e Nicefora ancelle di Cristo Per entrsre in questo monastero bisognava essere di nobile fsmiglia e le monache dovevano pagsre una dote di 400 ducati se di Teano e 500 se forestiere Tra i nomi delle abatesse e delle monache troviamo in ogni secolo quelle delle piu’ illustre famiglie della nobilta’ : Galluccio Lottiero , Caracciolo, Del pezzo, De carles , Barattucci , De renzis Abenavolo , Filomarino , e tante altre non solo di Teano ma anche di SessA Roccamonfina salerno e napoli Nei protocolli notarili troviamo gli elenchi di monache: nel 1661 VI ERS COMR BADESSA don Claudia e donna caterina del pezzo con 16 monache oltre le converse Nel 1717 le monache ersno 12 Nel 1754 le monache erano 16 PIU’ due educande 10 converse e 5 serve particolari Nel 1758 le minache ersno 14 con l’ abstessa D. Serafina de angelis nel 1760 finalmente la fsmiglia del cenersbile monastero si componeva di 46 persone: 13 coriste , 10 educande, 12 converse, 11 donzelle di servizio La nobildonna anna galluccio , che fu piu’ volte badessa, con la sua cura e diligenza lo porto’ all’antico splendore il monastero possedeva immense ricchezze in terreni case orti censi e rendite presso banche Nel 1770 l’ abatessa D . Maria de Auxiliis, nobile napoletsna , ottenne dal Principe don Michelsngelo Gaetani grande di Spagna e Duca fi Sermoneta , la concessione dell’ acqua e fece costruire la bellissima fontana barocca nel cortile il 6 ottobre 1943 tutti i documenti i libri contabili dell enorme patrimonio del monastero depisitati in curia furono distrutti dslle bombe alleate , Il comune di Teano in forza alla legge del 6 luglio 1866 chiese la cessione di tutto il monastero , e l’ottenne ul 23 maggio 1893 Le poche monache rimaste ripararono nel monastero di s Caterina , qualche anno dopo le monache ripresero il monastero di loro propieta’ , il cortile , e la chiesa e vi soggiornarono fino al 6 ottobre 1943 giorni in cui srgnarono la fine di questo glorioso monastero a causa dei bombardamenti Oggi la chiesa giace in pietose condizioni depredata dai ladri e ancora incustodita dal lontano 1946.

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un commento

  1. Il vescovo Arturo ha pensato semplicemente ad arricchire il suo ego , mettendosi al centro come fosse lui stesso un’opera d’arte ,purtroppo so già che ad Avellino sta usando le stesse modalità di auto proclamazione, era ora che qualcuno si mettesse all’opera per rivalorizare il patrimonio artistico e culturale della nostra diocesi che è piena di ricchezza.

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