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TEANO / SAN GIOVANNI ROTONDO – La salma di Padre Pio dalla chiesa antica è ritornata nel suo santuario moderno

Teano/San Giovanni Rotondo (di Nicolina Moretta) – E’ la domenica della Divina Misericordia – ricorrenza istituita da San Giovanni Paolo II –  ed è l’ora prima dell’alba quando un pullman di fedeli della diocesi di Teano/Calvi parte alla volta di San Giovanni Rotondo, capeggiati dalla guida di Ginetto Chiacchio. Dalla visita del 17 marzo 2018 di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo, si è saputo dai mass media, che la salma di San Pio era stata trasferita dal suo santuario moderno (inaugurato nel 2004) alla vicina e antica chiesa di Santa Maria delle Grazie, ma arrivati sul luogo scopriamo che non è più così: la salma di Padre Pio è stata riportata al suo santuario a lui dedicato. Una struttura enorme e moderna, realizzata da Renzo Piano, mentre il sepolcro è stato creato dal padre gesuita croato Marko Rupnik. L’opera di stile contemporaneo è un mausoleo ricco di luce e di splendore, pieno del colore dell’oro e, forse per questo, non ha riscontrato il favore dei fedeli che sembrano preferire come dimora del riposo della salma di San Pio la chiesa di Santa Maria delle Grazie che possiede le forme più canoniche di chiesa nell’immaginario collettivo, ma anche perché è in questa chiesa che Padre Pio Celebrava e confessava. Il legame affettivo con la chiesa di Santa Maria delle Grazie i fedeli lo manifestano recandosi in visita all’antico sepolcro vuoto di San Pio, e scrivendo bigliettini con richieste di grazie per il Santo per poi lanciarli oltre l’inferriata protettiva della tomba vuota, ma commentano anche e dicono che questo luogo sacro induce particolarmente al raccoglimento. Allora ho chiesto a un frate cappuccino incontrato per caso:

  • Ma sarà contento San Pio di stare in una tomba tutta dorata?
  • Certo! Di oro ce n’è pochissimo, ma è un’opera d’arte, fatta da artisti famosissimi!
  • Ma poi, ogni tanto, viene spostato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie?
  • Sì, quando c’è qualche cerimonia, ma poi lo spostiamo di nuovo.

Il cappuccino cammina veloce e si allontana da noi, mentre Ginetto con la sua aria di “scugnizzo partenopeo” commenta: Non gli fanno trovare pace nemmeno da morto con questi spostamenti ballerini!