Ultim'ora
Foto di repertorio

Maddaloni – Vittima innocente della camorra, dopo 22 anni arrestati i due assassini

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Maddaloni – Un altro cold case è stato risolto. A distanza di quasi 22 anni dall’omicidio di REGA Vittorio, realizzato nelle campagne di Maddaloni il 30 luglio del ’96, due noti esponenti del “clan Belforte” sono stati arrestati con l’accusa di omicidio in concorso. In manette sono finiti BRUNO Antonio, cl. ‘57, già detenuto nel carcere di S. Maria C.V. e CIRILLO Pasquale, cl. ‘71, già detenuto nel carcere di Milano – Opera.
Nella mattinata di ieri, la Polizia di Stato di Caserta ha dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, spiccata dal GIP di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, all’indirizzo di due noti esponenti del “clan Belforte” di Marcianise.  Le indagini, sviluppate dalla Squadra Mobile casertana, hanno permesso agli investigatori di ricostruire un quadro accusatorio granitico che, portando alla riapertura del procedimento, ha consentito di fare luce sia sulle dinamiche sottese all’omicidio, che sulle modalità di realizzazione e sulle responsabilità individuali dei colpevoli. Anche la matrice camorristica dell’agguato è stata confermata al punto che, superando il vaglio del giudice, si ritiene ormai scoperto un atto criminale tra i più efferati di quegli anni e che, più di altri, scosse le coscienze. Come emerso fin dalle prime battute investigative, infatti, nonostante la chiara matrice camorristica dell’agguato, il giovane Vittorio fu ucciso semplicemente perché si trovava “al posto sbagliato al momento sbagliato” ma, soprattutto, perché guidava una macchina identica a quella in uso al vero obiettivo del raid omicidiario: TARTAGLIONE Giovanbattista, storico affiliato al “clan Piccolo” che, guarda caso, appena due mesi dopo l’omicidio di Vittorio, fu rinvenuto carbonizzato nelle campagne di Caivano, all’interno di una Fiat Punto.
Le indagini sono state sviluppate ripercorrendo e integrando, con le dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia di area belfortiana, ogni tappa investigativa raggiunta nel tempo; fin dalle prime battute, allorquando una volante del Commissariato di Maddaloni, nella mattinata del 30 luglio ’96, intervenne in quel comune, in località “Fontana Olmo Cupo”, per segnalazione di un uomo ferito. Gli operanti, raggiunta la località segnalata attraverso una strada di campagna sterrata e polverosa, trovarono una Honda Civic LSI di colore celeste con il motore spento, il freno di stazionamento azionato e lo stereo ad alto volume. Nelle immediate vicinanze dell’autovettura, invece, seduto per terra, c’era Rega Vittorio che, ancora cosciente, presentava ferite d’arma da fuoco alla schiena, al torace ed alle gambe. Richiesto l’intervento di un’autoambulanza, Vittorio riuscì a riferire ai poliziotti cosa era successo, e cioè che mentre passava da quelle parti per svolgere delle commissioni per conto del suo datore di lavoro, era stato inseguito e sparato da alcune persone che, dopo averlo ferito, gli avevano anche chiesto “cosa ci facesse in quel luogo”. Gli immediati soccorsi, tuttavia, non riuscirono a salvargli la vita: Rega Vittorio, trasportato all’ospedale di Maddaloni, morì circa 30 minuti dopo.

 

Guarda anche

Caserta – Tentato furto, auto completamente sfasciata

Tempo di lettura stimato: < 1 minuto Caserta – La notte scorsa qualche malvivente ha cercato di portar via un’autovettura parcheggiata in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Protezione anti-spam Scrivi il risultato dell'operazione: Tempo scaduto! Ricarica

Noi siamo Paesenews Giornale online magazine di terra di lavoro Siamo presenti su Facebook: la sede della nostra redazione si trova Vairano Scalo, Italia Il sito web e' curato da Staffiero Alessandro.