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Vairano Patenora / Caianello / Pietravairano – Precetto Pasquale 2018, Iavorone rispetta la legge e la costituzione: ecco il calendario per il “Garibaldi / Montalcini”

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Vairano Patenora / Caianello / Pietravairano – Sono stati fissati gli appuntamenti per il precetto pasquale 2018. Saranno tutti appuntamenti pomeridiani, in rispetto della normativa in materia, in base alla quale, nello Stato Italiano, la scuola deve essere laica, cioè senza alcun orientamento religioso: “non è consentita l’organizzazione o la partecipazione in orario scolastico ad atti di culto, celebrazioni o a qualsiasi altra attività di natura religiosa” afferma infatti il T.A.R. Emilia Romagna n. 250/1993 e la successiva C.M. prot. n. 3084/1996. Secondo la sentenza,  “le celebrazioni di riti e le pratiche religiose  si compiano “unicamente nei luoghi a essi naturalmente destinati, che sono le chiese”, non è quindi possibile che siano “previsti in luogo e in sostituzione delle normali ore di lezione”.
Il Consiglio di Stato sez.VI,27 marzo 2017, n.1388, afferma che “La benedizione pasquale nelle scuole deve essere effettuata fuori l’orario delle lezioni, (come tra l’altro prevedeva il T.U. 297/94) non potendo in alcun modo incidere sullo svolgimento della didattica e della vita scolastica in generale, ovvero assolutamente al di fuori dell’orario scolastico ma, nel rispetto dei limiti imposti, afferma il Consiglio di Stato, tali riti si possono celebrare con la libera e volontaria partecipazione di chi desidera farlo. Al riguardo può richiamarsi l’art. 96, quarto comma, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, secondo cui gli edifici scolastici possono essere utilizzati fuori dell’orario del servizio scolastico per attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile. Tra tali finalità può comprendersi quella rivolta alla realizzazione di un culto religioso, sempre che ne sia libera, volontaria e facoltativa la partecipazione, e ciò avvenga, come richiesto, al di fuori dell’orario del servizio scolastico e previa delibera dell’organo competente, ai sensi del precedente art.10 del D.Lgs. del 1994, n. 297 cit., ivi indicato nel Consiglio di Circolo o di Istituto. Sulle benedizioni pasquali si è espresso lo Snadir , sindacato degli insegnanti di religione cattolica, In particolare, afferma lo Snadir “la celebrazione degli atti di culto fuori dalla scuola, su deliberazione del Consiglio di Circolo o d’Istituto e con comunicazione all’interno della scuola, può pacificamente ammettersi, assicurando a tutti gli alunni/studenti la libertà di parteciparvi o meno.
Ciò premesso, sul tema generale della laicità dello Stato si è espressa la Corte Costituzionale (sentenza n. 195/1993) affermando che tale principio “implica non l’indifferenza dello Stato dinnanzi alle religioni, ma la garanzia statale per la salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale”. “Le Istituzioni scolastiche possano proprio in considerazione della non indifferenza dello Stato verso tutte le espressioni della vita sociale dello studente-cittadino, decidere di informare studenti e famiglie circa lo svolgimento di atti di culto, che si svolgano ‘fuori dalla scuola e dalla programmazione didattica’, oppure , con apposita delibera degli oo.cc., nella scuola in orario extracurriculare assicurando a tutti gli alunni/studenti la libertà di parteciparvi o meno.”
Così, proprio in rispetto delle leggi,nel comprensivo garibaldi montalcini ma seguendo anche la volontà della scuola di dialogare con tutte le agenzie del territorio, in particolare con la Chiesa, e in rispetto della religione praticata dalla stragande maggioranza della comunità, si è cercato di  concordare con i parroci, invitandoli insieme ad alcuni genitori rappresentanti del Consiglio di Circolo, una modalità alternativa per consentire comunque il precetto pasquale consuetudine pluriennale del territorio. Nel comprensivo Garibaldi Montalcini, in intesa con i parroci Don Luigi(Vairano Scalo), Don Gianluigi(Vairano Patenora), Don Luca(Caianello) e Don Pierangelo(Pietravairano), si è informata la popolazione scolastica (studenti famiglie e docenti) del calendario delle cerimonie religiose previste dai parroci del territorio, in orario extra scolastico, s Ogni alunno, ogni genitore, ogni docente o collaboratore scolastico avrà la libertà di parteciparvi o meno.

 

Ecco le norme che disciplinano gli atti di culto nella scuola statale

  • La Circolare del Ministro della Pubblica Istruzione prot. 13377/544/Ms del 13.2.1992 ha ammesso la possibilità di far rientrare, su iniziativa e deliberazione conforme degli organi collegiali dei singoli istituti, eventuali atti di culto, quali la messa di inizio anno scolastico e le benedizioni pasquali, nell’ambito delle     iniziative extrascolastiche di cui al d.P.R. n. 416/1974.
  • Il TAR dell’Emilia Romagna con sentenza del 17 giugno 1993impugnato la Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione
  • Le ordinanze n. 391 e 392 del Consiglio di Stato del 26 marzo 1993 legittimano la circolare di cui sopra e precisano che la delibera degli organi collegiali dell’istituzione scolastica non può imporre “agli alunni non avvalentisi dell’insegnamento della religione cattolica di restare in classe a compiere attività didattica durante lo svolgimento di cerimonie religiose del culto cattolico”.
  • La  sentenza della Corte costituzionale n. 195/93 ribadisce che il principio di laicità rappresenta: ”uno dei profili della forma di Stato delineata dalla Carta Costituzionale della Repubblica, principio che implica non l’indifferenza dello Stato dinnanzi alle religioni, ma la garanzia statale per la salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale”. In tale prospettiva, la libertà religiosa è stata declinata nell’accezione più garantista possibile, nel senso di riconoscere a tutti la possibilità di ampliare, anche accedendo a risorse pubbliche, l’esercizio della propria fede religiosa. Per usare le parole della Corte costituzionale: “Il rispetto dei principi di libertà e di uguaglianza (…) va garantito non tanto in raffronto alla situazione delle diverse confessioni religiose (…), quanto in riferimento al medesimo diritto di tutti gli appartenenti alle diversi fedi o confessioni religiose di fruire delle eventuali facilitazioni disposte in via generale dalla disciplina comune dettata dallo Stato, perché ciascuno possa in concreto più agevolmente esercitare il culto della propria fede religiosa”.
  • Con la sentenza della Corte costituzionale n. 334 /96 la libertà religiosa è stata considerata un aspetto della dignità umana, riconosciuta e dichiarata inviolabile dall’art. 2 Cost:” La Consulta ha anche chiarito che. in nessun caso il compimento di atti appartenenti alla sfera della religione possa essere l’oggetto di prescrizione obbligatoria derivante dall’ordinamento giuridico dello Stato”.
  • Il P.R. n. 567/1996, recante la: “Disciplina delle iniziative complementari e delle attività integrative nelle istituzioni scolastiche”, ha poi previsto che le Istituzioni scolastiche “definiscono, promuovono e valutano (…) iniziative complementari ed integrative dell’iter formativo degli studenti”. (art. 1, co. 1), queste ultime intese come “occasioni extracurricolari per la crescita umana e civile” (art. 1, co. 3), attivate tenendo conto delle concrete “esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie” (art. 1, co. 2-3). Tali iniziative, in particolare, devono svolgersi “in orari non coincidenti con quelli delle lezioni” (art. 2, co. 3), cioè in un orario non curriculare ma non necessariamente extrascolastico, e sono deliberate dal consiglio di circolo o d’istituto, che “ne valuta la compatibilità finanziaria e la coerenza con le finalità formative dell’istituzione scolastica” (art. 4, co. 1). Per la realizzazione di tali iniziative è altresì previsto che “gli edifici e le attrezzature scolastiche sono utilizzati, anche in orari non coincidenti con quelli delle lezioni, nel pomeriggio e nei giorni festivi, secondo le modalità previste dal consiglio di circolo d’istituto” (art. 2, co. 4).

 

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