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Isernia – Abusò di un bambino, parroco di Acquaviva rimosso. Altri preti sapevano e restarono immobili

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Isernia – Mentre il vescovo di Isernia Cibottti ci rassicura delle ottime referenze del prete pedofilo don Jan Mazurkiewicz, appena rimosso da parroco di Acquaviva d’Isernia, la stampa polacca dedica due pagine alla nostra storia. E si sofferma sugli aspetti intimi, umani di un bambino che dalla Polonia viene trasferito in Italia col miraggio di una adolescenza migliore. Miraggio che si trasforma nel crudo traffico internazionale a scopo sessuale di un minore. Il vescovo che di fronte alle telecamere incolpa la vittima di non aver denunciato prima. Il tutto mentre don Mazurkiewicz chiedeva perdono per i suoi crimini davanti alle telecamere de Le Iene. E restano al loro posto gli altri 3 ecclesiastici che, informati degli abusi pedofili, non fecero nulla per fermare il prete pedofilo: Don Giuliano Lilli, attuale parroco di Roccaravindola (Pozzilli), don Roberto Bertoia, attualmente parroco a Montesilvano ed il diacono Giuseppe Emilio Cioffi, anch’egli di Roccaravindola.
Questa la dura posizione di Sergio Cavaliere, avvocato nell’ambito dello scandalo che scuote la diocesi di Venafro Isernia di cui fanno parte alcuni comuni della provincia di Caserta, cioè Ciorlano, Gallo Matese,  Pratella (solo per la frazione Mastrati),  Capriati a Volturno, Fontegreca. La Procura di Isernia ha aperto un’inchiesta per violenza sessuale in danno di minore per un presunto caso di pedofilia che coinvolgerebbe un parroco della Diocesi di Isernia Venafro.  Al momento la Curia isernina non ha rilasciato alcuna dichiarazione in forma ufficiale. L’avvocato Cavaliere, infine, sostiene che nella vicenda non è coinvolto solo un prete. Particolare non confermato, né smentito da Albano. “C’era chi abusava – ha dichiarato Cavaliere – chi gli offriva denaro, chi gli parlava dell’opera del diavolo e chi diceva di non sapere”.

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