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Giornata di Raccolta del Farmaco: anche il CISOM della Sezione Nazionale Matese “Alexis” in prima linea

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Caiazzo (di Laura Sarni) – L’ultima edizione dell’anno 2016 ha visto il coinvolgimento di 3.681 farmacie aderenti all’iniziativa e oltre 14.000 volontari impegnati nella raccolta.I cittadini vengono invitati a donare medicinali che non necessitano di ricetta medica come antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici.In questi anni ne sono stati raccolti oltre 4 milioni per un controvalore commerciale di circa 24 milioni di euro; ne hanno beneficiato oltre 400.000 persone assistite dai 1.663 Enti convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico tra cui vogliamo ricordare l’Ambulatorio solidale sotto il Colonnato di San Pietro in Roma che è al servizio dei poveri assistiti dall’Elemosineria Apostolica.Il CISOM della Sezione Nazionale Matese “Alexis” copre le zone dell’Alto Casertano e del Molise con i suoi numerosi volontari; il ricavato confluirà al Banco Farmaceutico che in seguito distribuirà agli enti caritativi delle zone interessate, le quali ogni giorno assistono persone in condizioni economiche disagiate e non in grado di permettersi cure a pagamento.È un magnifico risultato che conta di raggiungere traguardi ancora più alti grazie al servizio gratuito dei volontari e alla carità cristiana dei cittadini che contribuiscono alla raccolta.

Dal commento del Banco Farmaceutico sulla giornata di oggi:

“Un milione e mezzo di famiglie, 4,6 milioni di persone hanno bisogno di noi. Parliamo molto dei poveri, ma molto poco con i poveri, discutiamo molto sulle risorse da offrire loro, ma spesso non muoviamo un dito per dare anche quel poco indispensabile di cui necessitano.I poveri hanno fame oggi, hanno bisogno di un farmaco per curarsi oggi, hanno l’esigenza di un tetto sotto cui dormire oggi.Domani non ci saranno se oggi non diamo loro da mangiare e da curarsi…”.

Dal rapporto sulla povertà sanitaria in Italia realizzato da Banco Farmaceutico in collaborazione con l’Osservatorio Donazione Farmaci è emerso che oltre alle fasce più povere della popolazione, anche altri 12 milioni di italiani hanno dovuto limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per motivi di tipo economico; con la crisi gli italiani si curano meno e questo va a discapito del realizzare una buona società sana e in crescita, in grado di affrontare le sfide del futuro che gli altri stati più all’avanguardia ci impongono.

 

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