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CAIAZZO – Lotta alla violenza di genere: “Chiamarlo amore non si può”, successo al teatro Jovinelli

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CAIAZZO – La Pro Loco di Caiazzo “Nino Marcuccio” con il patrocinio morale del comune ieri sera ha presentato, presso il Piccolo teatro Jovinelli”, lo spettacolo teatrale sulla violenza di genere “…Chiamarlo amore non si può…”. Un evento di forte impatto; in cui a storie di donne uccise, violentate, oltraggiate, minacciate e giudicate, seguono canzoni di grandi artisti, che hanno fatto da sottofondo a momenti di vita quotidiana, dalla gioia alla paura e in quanto tali tatuate indelebilmente nell’animo. Ideato e diretto da Domenico Rossetti con la partecipazione degli attori dei gruppi teatrali “Anema e Core” e “I figli di Tanì”: Velia Affinito, Barbara Albano, Raffaele Bove, Antonella De Gregorio, Brigida Di Monaco, Anna Marra, Consuelo Mirto, Marialuisa Natale, Annamaria Pasquariello, Angela Perrone, Biagio Santacroce, Luigi Save, Alessia Simeone, Josèe Tascillo, Francesco Tamburro, Giuseppina Vessella, Cristina Zuppa. Ha preso parte alla messa in scena anche la ballerina Annarita Iannucci. Regia multimediale curata da Barbara De Francesco e Giuseppe Costantino. Trucco e parrucco realizzato da Barbara De Francesco. “Momento di riflessione importante e forte trasmesso grazie alla bravura e all’empatia degli interpreti”, queste sono state le parole della Presidente della Pro Loco, Maria Grazia Fiore, che con il Sindaco Tommaso Sgueglia e il mediatore Giuseppe Pepe, hanno introdotto ed animato il dibattito. Esperti interlocutrici della serata sono state la psicologa Dr. Ilaria Boccagna, Responsabile “Casa rifugio Aurora” e l’avvocato Michelina Pirozzi, Presidente dell’associazione “Ali e radici”, le quali mediante la loro esperienza diretta con donne vittime di soprusi sia fisici che morali hanno potuto testimoniare la difficile dinamica delle relazioni uomo-donna, sperando che il messaggio sia giunto chiaro e forte affinché non si legga più su una lapida fredda e bianca: «… volsi lo sguardo ove la tua luce splendea e l’iride mia, di te piena, morì…» queste le parole conclusive dell’ideatore e regista Domenico Rossetti. Esposte per l’occasione le opere del giovane talento Alessandro Desopo.

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