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PIETRAMELARA – Guerra per la distribuzione del gas, il carrozziere Bucciero conferma: mai fatte quelle riparazioni

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PIETRAMELARA – Probabilmente, ieri, potrebbe essersi svolta l’udienza decisiva per il destino processuale a carico di Consuelo Bocconi e Francesco Miele, accusati si calunni ai danni di Giovanni e Leopoldo Mauriello. Infatti, sul banco dei testimoni è arrivato il carrozziere Tommaso Bucciero indicato dai due imputati come l’artigiano incaricato di eseguire le riparazioni sulla vettura della coppia di Pietramelara, danneggiata nell’incidente provocato dai Mauriello. Un episodio al quale sono poi mancati i necessari riscontri, tanto che Mele e Bocconi, per quel fatto, sono finiti sotto processo. Bucciero ha confermato ai giudici quanto riferito ai carabinieri di Pietramelara nella fase dell’indagine: quelle riparazioni non le ho mai fatte.
Il processo si innesta nella guerra per la distribuzione del gas e vede sul banco degli imputati quattro persone. Dall’altra parte, quella della parte lesa, i fratelli Mauriello che nell’ambito della stessa indagine sono stati già giudicati e condannati in primo grado e secondo grado. Sul banco degli imputati, in questa seconda fase del processo, ci sono Antonio Gliottone  di Riardo; Alfredo Caiamano di Pignataro Maggiore; Consuelo Bocconi di Presenzano e Francesco Miele di Pietramelara (questi ultimi due solo per l’accusa di calunnia contro Giovanni e Leopoldo Mauriello).
Un caso che appare complicato ma in realtà è semplice da spiegare. Nell’inchiesta che ha portato all’attuale processo, contro i fratelli Mauriello e gli atri indagati (Gliottone e Caiamano) sono state formulate diverse accuse. Per alcune accuse i Mauriello sono stati riconosciuti colpevoli e per questo condannati in primo grado e secondo grado. Per un singolo episodio, secondo la Procura, sono stati accusati ingiustamente. Una condizione che ha portato al rinvio a giudizio, quindi sotto processo, Mele e Bocconi che sono stati, invece, le vittime nella processo che ha portato alla condanna in primo e secondo grado dei Mauriello che hanno affrontato il giudizio con la formula dell’abbreviato. Fra i difensori figurano gli avvocati Vincenzo Cortellessa, Gennaro Lepre, Ambrogio Vallo, Ignazio Maiorano, Biagio Bianco

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