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Mignano Montelungo – Operaio morto nel compattatore, imprenditrice patteggia la pena: condannata ad un anno e otto mesi


Mignano Montelungo –  E’ stato scritto ieri il primo importante capitolo nella lunga vicenda giudiziaria nata dalla tragica morte di Emilio Marotta. L’operaio, all’età di 33 anni, trovò la morte finendo nel compattatore dei rifiuti qualche anno fa. Per quei fatti la Procura ha chiesto ed ottenuto il processo per tre persone. Una di loro, l’imprenditrice Iovino Carla Maria (difesa dall’avvocato Ernesto De Angelis), ha deciso di ammettere le proprie responsabilità, patteggiando la pena. Ieri il tribunale ha espresso la sua sentenza di primo grado che condanna la donna di Mignano Montelungo alla pena di 1 anno e otto mesi di reclusione con il beneficio della pena sospesa.

Gli altri imputati, Benedetto Fuoco (tecnico comunale di Mignano Montelungo) e Giovanni Ferone (imprenditore di San Vittore del Lazio, proprietario compattatore in cui trovò la morte l’operaio) saranno davanti giudice per l’udienza preliminare fra qualche mese.
Iovino Carla Maria (titolare impresa gestione raccolta rifiuti Proclean), ha già definito la propria posizione, chiudendo in primo grado l’intero procedimento. I fatti avvennero nel giungo del 2016 quando Emilio Marotta, 33 anni, fu risucchiato e tritato dal compattatore vicino al quale stava lavorando. Una tragedia troppo grande per la piccola comunità di Mignano Montelungo. Nei processi sono costituiti parte civili il padre, la madre e la sorella di Emilio Marotta, tutti difesi  dagli avvocati Vincenzo Cortellessa e Costantino Parisi.

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Il video della tragedia: