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Marzano Appio / Tora e Piccilli – Eroi del quotidiano, sarebbe giusto dedicare strade e piazze anche a loro. Per tramandare tradizioni ed esempi di vita

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Marzano Appio / Tora e Piccilli (di Nicolina Moretta) – Sarebbe giusto dedicare una quota del’intestazioni delle strade agli eroi del quotidiano? La possibilità è già legalmente prevista, ma l’intestazione di strade o piazze a persone che potremmo definire eroi del quotidiano non sembra molto diffusa, preferiamo, in genere, intestare i luoghi della nostra vita sociale prevalentemente ai grandi eroi nazionali, artisti, scrittori, poeti, Santi, politici oppure a nomi di luoghi, ed è giusto che così sia, ma l’idea di intestare un luogo a un eroe del quotidiano non sembra essere presa in considerazione. Forse non ci riconosciamo tra di noi comuni mortali quelle qualità che servirebbero per passare alla storia. Eppure, proprio e soprattutto in questo periodo storico, la storia la stanno facendo le persone comuni. La storia la stanno facendo le masse di migranti che arrivano sistematicamente anche nel nostro Paese e che col tempo cambieranno la nostra società, e dei quali spesso i nostri politici parlano e non sempre con fini nobili. La storia la stanno facendo i nostri ragazzi che emigrano (anche loro) per trovare nuovi spazi che nel nostro paese non trovano, e che forse cambieranno il destino di altri Paesi, e dei quali i nostri politici non parlano, come se il fenomeno emigrazione dal nostro Paese non esistesse. La storia la stanno facendo i ragazzi che sono rimasti e che con resilienza cercano ostinatamente una via per affermarsi. Persone comuni come i nostri avi che nell’ambito del loro territorio non hanno visto assegnarsi il nome di una via per essere d’esempio; affinché un nipotino potesse chiedere al suo nonno:  Perché questa via si chiama Pascalos?
E sentirsi rispondere:  Sai, tanti tanti anni fa qui a Piccilli abitava un uomo così povero che non aveva i soldi per comprarsi le scarpe e camminava nella neve a piedi scalzi.
Quale occasione migliore per spiegare a un bambino la povertà. Oppure il racconto di Campagnola, frazione di Marzano Appio, dove tanti, tanti anni fa, c’era l’usanza che dopo la festa dei Santi non venivano più raccolte le castagne che cadevano nei rigogliosi castagneti che la cingono, perché quelle castagne venivano lasciate a terra dai proprietari per uso sociale, e si racconta che una vedova riusciva a crescere i propri figli, per tutto un anno, con le sole castagne cadute nei castagneti dopo la festa dei Santi.
E quale occasione migliore per tramandare ai posteri la solidarietà sociale e la capacità di resilienza della vedova?
Forse la capacità di fare la storia appartiene, in tempi più recenti, anche ad Antonio Simone di Piccilli, apprezzato artista teatrale amatoriale, che in tutta la sua vita ha insegnato per passione, e mettendosi al servizio degli altri gratuitamente, ad amare Raffaele Viviani oppure all’artista musicista e cabarettista Antonio Galano, del quale l’intitolazione di una strada l’ha proposta, attraverso queste pagine, il cantautore Toni Santagata. Quali esempi migliori per insegnare e trasmettere l’importanza di una passione per donarsi al prossimo e arricchire, dunque, la propria vita e quella degli altri. La storia è fatta anche dalle persone comuni, piccoli eroi del quotidiano, che avrebbero tanto da dire e da trasmettere alle nuove generazioni, ma a giudicare dalla toponomastica, ciò non sembra vero.

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