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Pignataro Maggiore – Mercato coperto, lavori iniziati 40 anni fa: saranno completati (forse) nel 2019

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Pignataro Maggiore (di Libera Penna) – Nel 2019 dovrebbero essere completati i lavori della struttura in via Gramsci, iniziati 40 anni fa. Il denaro pubblico investito in una struttura la cui utilità per la collettività è tutta da verificare, è un esempio paradigmatico di uso poco virtuoso delle risorse pubbliche. Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di un mercato coperto, che in realtà non è stato mai coperto e che non è stato utilizzato neanche per il baratto. Lo scheletro in cemento è rimasto in piedi per decenni, diventando rifugio per i cani randagi, serpenti, ratti. Tutti all’ombra di una brutta erbaccia. Tredici anni fa la destinazione iniziale della struttura fu cambiata, prevedendo la realizzazione di un teatro e di un centro polifunzionale. Con le risorse investite nell’opera tuttora incompiuta, si potevano asfaltare tutte le strade cittadine, rifare l’illuminazione pubblica e magari aggiornare la segnaletica stradale. Si poteva, quindi, avere un paese più ordinato, sicuro, senza le insidie e trabocchetti. Il perché si pensò alla realizzazione di un mercato coperto, in anni in cui le strade cittadine erano affollate da venditori ambulanti, che con le loro Ape Car consegnavano la frutta e la verdura a casa, e nel paese c’erano centinaia di attività commerciali, resta un mistero, anche perché l’affollatissima fiera settimanale, che si teneva la domenica in piazza, era funzionale alle esigenze dei cittadini. Ancora più complicato è comprendere il perché si è modificato il progetto per realizzare un teatro comunale in un paese di 6000 abitanti, in un momento storico in cui nelle città chiudevano storici teatri per problemi di gestione e deficit di bilancio. Sarebbe stato più ragionevole abbattere lo scheletro in cemento, anche perché farlo non era complicato come buttare giù il muro di Berlino. Allo stato attuale non resta che sperare che l’opera venga completata nel più breve tempo possibile, senza ulteriore investimenti e che non venga solo inaugurata per la foto ricordo e poi abbandonata di nuovo, ma sia consegnata alla collettività, affidandone la gestione ai privati e alle associazioni presenti sul territorio, per realizzare un polo culturale e un luogo di aggregazione per i cittadini.

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