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Caserta – Reggia, è guerra fra sindacati e Felicori. Solo la Cisl resta “fedele” al capo

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Caserta – Scoppia la guerra fra il direttore della Reggia di Caserta e i sindacati. Non tutti però. La Cisl, infatti, resta “fedele” al direttore Mauro Felicori.  “Fin dal momento del suo insediamento – si legge nella nota a firma delle organizzazioni sindacali  CGIL, UIL, FLP, CONFINTESA, USB, e UNSA – il direttore Felicori ha trovato sempre la disponibilità delle organizzazioni sindacali aziendali, Rsu e degli organismi sindacali territoriali ad una responsabile collaborazione per il miglioramento dei servizi connessi alla Reggia. Con una gestione lontana da criteri dettati dal Contratto Collettivo Integrativo Ministeriale, il direttore Felicori si è soffermato principalmente sui dati di incremento dei visitatori tralasciando l’organizzazione e la gestione del personale, gli eventi e la tutela del monumento alla più totale solitudine, senza mezzi e capacità professionali richieste per tali compiti. Queste problematiche sono iniziate inevitabilmente ad emergere in maniera drammatica in questi mesi.  Queste Organizzazioni Sindacali  vengono convocate, ormai, solo ed esclusivamente per informative unilaterali, senza alcuna possibilità di poter contribuire con proposte concordate , che migliorerebbero sicuramente la gestione dell’intero complesso vanvitelliano. Una” larghissima” parte di articolato riguardante la contrattazione collettiva (non solo informativa) viene da due anni completamente disattesa. Basti pensare alle ultime quattro contrattazioni (in una erano presenti anche i vertici nazionali dell’Organizzazioni Sindacali), di cui ad oggi non si sono avuti neppure i verbali, che sono rimaste “lettera morta” rispetto alle richieste formulate  dalle scriventi. Ci riferiamo:

  • alla riorganizzazione dell’area della vigilanza, per la quale avevamo richiesto unitariamente di procedere alla rotazione del responsabile, per una più efficace gestione delle risorse umane e per comportamenti marcatamete antisindacali e vessatori perpetrati nei confronti del personale dell’area stessa;
  • alla rimodulazione del coordinamento della vigilanza, procedendo anche in questo caso alla sostituzione di coloro che da anni stanno svolgendo tale ruolo con nuovi coordinatori;
  • alla necessità di stabilire univocamente un tempo di durata in carica dei coordinatori, al fine di scongiurare “rendite di posizione” e la negazione dei diritti agli aspiranti colleghi.

Tali azioni sono pregiudiziale , per poter riattivare le relazioni sindacali che ci accingiamo a sospendere”.  Un muro sollevato e motivato che i sindacati Reggia tengono a chiarire anche a beneficio dei lavoratori della Reggia: “La posizione che ci apprestiamo ad assumere è frutto di una scelta estrema che mina la credibilità delle stesse Organizzazioni Sindacali che non vogliono essere coinvolte in decisioni fuori dalle regole condivise e spesso (come ultimamente è avvenuto per decisioni lesive dei diritti della legge 104/92, ecc) fuori dalla legalità. In più occasioni abbiamo registrato atteggiamenti repressivi, senza alcuna giustificazione reale , verso i lavoratori che troppo spesso, si sono sobbarcati carichi di lavoro consistenti in situazioni al limite della sicurezza finanche per i visitatori”. Accuse pesanti che i sindacati Reggia rivolgono alla Direzione Felicori, con tanto di richiesta alle segreterie provinciali e nazionali di attivare le procedure di “raffreddamento”.

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