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SCUOLA – Elezioni politiche: tutti i partiti dicono di voler cambiare il sistema scolastico italiano, come sempre regna il caos

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SCUOLA – (Nino Notargiovanni) In vista delle prossime elezioni nazionali tutti i partiti, attraverso i loro programmi,  “pronti” a cambiare il “sistema scolastico italiano”. Come se in questi anni, a governare, siano stati gli “extraterrestri”. Molti politici e “politicanti”, da decenni alla guida del nostro Paese, sfidando in alcuni casi “sé stessi” e anche la propria “credibilità” ancora parlano di riformare l’istruzione italiana. “Armiamoci e partite” disse il grande Totò in uno dei suoi più celebri film “Totò contro Maciste”. E per anni il nostro governo ha fatto un po’ il Totò della situazione “lanciando” e “armando” leggi “scandalose” che hanno sconvolto non poco il mondo della scuola e il popolo al servizio dell’istruzione ha dovuto subire e “partire” per non dire patire. All’orizzonte, come detto, le elezioni politiche, un’occasione per “promettere” e “sfilare” un programma ad hoc. Con tutte le proposte pervenute, sfogliando i programmi di Forza Italia, Lega, PD e Movimento Cinque Stelle, i dipendenti pubblici possono dormire sonni tranquilli. Si parla, in quasi tutte le proposte di promozione dell’innovazione didattica e metodologica. Forza Italia e Lega Nord parlano di Federalismo scolastico dove ogni regione disciplina autonomamente i temi dell’istruzione pubblica e privata. Quello che ha sempre sostenuto Bossi, oggi ripreso dall’allievo Salvini.  Altro punto della lega il “domicilio professionale” dei docenti, liberi di scegliere in quale regione proporsi per il ruolo onde evitare trasferimenti futuri. Forse Salvini non sa che molti docenti sono costretti a trasferirsi al Nord per mancanza di posti al Sud. Mentre tra Forza Italia e Lega manca l’accordo sull’obbligo vaccinale. Berlusconi è favorevole alla legge Lorenzin. Tutti d’accordo sulla rivisitazione della legge 107, la Buona Scuola. Il PD punta molto sui concorsi per docenti e sul merito, sulla chiamata diretta, sull’alternanza scuola-lavoro e sulle attività di laboratorio. Il Movimento cinque stelle, oltre a voler abolire la 107, punta alla cancellazione della chiamata diretta e alla riforma dei cicli scolastici. Tante idee della politica al servizio della scuola. Peccato che ogni volta, “passato lu Sando passata la festa”.

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