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Caserta – Pd: è Mirabelli il carnefice, Oliviero solo capro espiatorio. Ecco perché.

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Caserta (di Armando Cappelli) – Partito Democratico, Oliviero solo a combattere contro Mirabelli e tutti hanno dimenticato la vergogna della lista non completa alle scorse provinciali.  Da quando è arrivato a Caserta a guidare il pd il Senatore Franco Mirabelli, il partito è colato a picco. Un partito che si trova al minimo storico nella provincia di terra di lavoro. Il fondo l’ha raggiunto alle scorse provinciali dove Mirabelli, che pare abbia curato il tutto da Milano, non è riuscito a presentare una lista completa e, cosa più grave, non è riuscito ad eleggere il presidente della provincia. Infatti, il candidato del Pd, il sindaco di Caserta Carlo Marino, nonostante le cinque liste di appoggio, è perito sotto la scure della destra del sindaco di Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca. Come è possibile che il Pd non riesce a completare una lista con tanto di simbolo? I maligni parlano di un piano studiato a tavolino tra Mirabelli e qualche esponente di spicco del Pd casertano per evitare concorrenti che avrebbero minato l’elezione certa di qualche suo pupillo. Vi sono sindaci del Casertano, anche di città molto esposte, che hanno chiesto la candidatura alle provinciali ma rifiutata categoricamente dallo stesso Mirabelli. E’ il caso del sindaco di Castelvolturno Dimitri Russo, così come dichiarato dal segretariato pd locale in un incontro pubblico in sezione. Ma ci sono anche giovani sindaci che erano pronti a scendere in campo e che non sono stati nemmeno interpellati, vedi il sindaco di Falciano del Massico Erasmo Fava o il sindaco di Sessa Aurunca Silvio Sasso. Ma questo papacchio pare tutti lo hanno dimenticato. Infatti, fa più notizia il fatto che ci sono stati i franchi tiratori contro Marino. Il dito è puntato verso il consigliere regionale Gennaro Oliviero, reo di non aver sostenuto il sindaco di Caserta. Se veramente Oliviero ha voluto fare un dispetto a Mirabelli, che diciamola tutta, se lo meritava, ha questa imponente forza elettorale che da solo è riuscito a spostare l’elezione da Marino e Magliocca? Il dopo elezioni avrebbe dovuto essere un momento per il redde rationem dove far comprendere che questo Mirabelli da Milano sta causando solo e soltanto danni al Pd casertano. Un disastro che avrebbe dovuto accelerare quanto prima la fase congressuale per dare voce agli iscritti e ridare la guida del Pd a chi vuole far crescere il partito e risolvere i danni del Senatur. Ma Mirabelli non può aver sacrificato gli ultimi due anni della sua vita sulla freccia Rossa Milano\Napoli con coincidenza per Caserta senza portare a casa un posto blindato alle prossime politiche. Per farlo, però, deve arrivare alle politiche  con la carica di commissario casertano. L’unico modo era quello di spostare l’attenzione dallo squallore della presentazione della lista incompleta al tradimento di Oliviero. Cera un’altra esigenza, riuscire a zittire qualche rumores che ha sostenuto Oliviero in questi mesi nel chiudere con forza il congresso. Come fare? Semplice, basta solo  qualche promessa romana ed il tutto è fatto. Oggi chi ha più il coraggio di chiedere a Mirabelli di farsi le valigie e tornare in quel di Milano? Al momento tutti tacciono. Come diceva qualcuno: “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

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