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MIGNANO MONTE LUNGO – INCENDI BOSCHIVI, L’ASSOCIAZIONE “WILDERNESS” SCRIVE ALLE ISTITUZIONI COMPETENTI

MIGNANO MONTE LUNGO ( di Antonio Migliozzi ) – L’Associazione italiana Wilderness, per mezzo della sezione AIW Alto casertano e nella persona del Presidente della sezione di Mignano Monte Lungo prof. Antonio Iannetta e da Franco Zunino ( Segretario Nazionale Associazione Italiana Wilderness ), ha scritto una missiva inviata ad una serie di istituzioni ( Segreteria del Ministero dell’Interno, Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Direzione Regionale Vigili del Fuoco Campania, Comando Provinciale Vigili del Fuoco Caserta, Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri settore boschivi, Dipartimento Protezione Civile Settore Boschivi, Carabinieri Comando Stazione di Mignano Monte Lungo, Amministrazione Comunale di Mignano Monte Lungo, Amministrazione Comunale di San Pietro Infine ed Amministrazione Comunale di Galluccio ), avente per oggetto “incendi boschivi nell’Alto casertano”. Dopo una corposa e minuziosa premessa, la suddetta associazione propone: 1) che si applichi quanto la Legge 353 ha previsto riguardo le attività di previsione, prevenzione e sorveglianza, almeno nelle aree di maggiore pregio; 2) che, come meglio precisato in una nostra proposta già avanzata nel dettaglio negli anni precedenti alle Autorità in indirizzo, un certo ruolo di guardiania, sempre nelle zone di alto pregio naturalistico,sia affidata anche ai pastori, ai contadini o ad altri utenti della campagna i quali, conoscendo bene l’ambiente sociale presente sul territorio, assicurino che non si inneschino incendi o, in caso contrario, che questi non si propaghino oltre misura mettendo in atto pronti interventi o segnalazioni, e garantendo loro un adeguato premio in denaro qualora gli incendi non si verifichino o non si propaghino; 3) che si valuti la possibilità di usare droni in grado di portare anche piccole quantità di liquido ignifero, da mettere a disposizione alle persone addette alla sorveglianza sul territorio in modo che possano intervenire con la massima tempestività; 4) che si potenzino le attuali squadre di terra, che debbano essere sempre presenti nelle aree di maggior pregio e/o a rischio, rendendole sempre più efficienti attraverso un’adeguata attività formativa; 5) che si faccia obbligo al mantenimento ad alto fusto di una fascia arborea dell’ampiezza almeno di venti metri ai margini delle aree agricole di fondovalle, come già prescrivono alcuni piani forestali, in quanto è in genere sempre da tali aree che partono gli incendi; 6) che si concedano contributi a privati proprietari delle suddette aree agricole pedemontane per operazioni di pulizia e manutenzione in quanto la maggior parte degli incendi partono da questi settori; 7) che nei territori percorsi dal fuoco, tra le interdizioni valide per 10 anni, previste dalla legge, sia inserita anche la raccolta di prodotti spontanei e che tali soprassuoli siano severamente monitorati in tutte le stagioni affinché si rispetti il divieto di quanto previsto dall’Art. 10” .

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