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Mondragone / Minturno – Caso di Whistleblower, dirigente condannato dall’Anac per “Provvedimenti ritorsivi contro chi aveva denunciato”

Mondragone / Minturno – Primo caso di sanzione pecuniaria dopo l’introduzione delle norme a tutela del Whistleblower, chi denuncia firmandosi con nome e cognome. È il caso avvenuto in un comune della Regione Campania: il provvedimento firmato dal presidente uscente Raffaele Cantone. È il primo esempio di una sanzione a carico di un dirigente dell’anac per aver firmato un provvedimento ritorsivo nei confronti di un dipendente che aveva denunciato comportamenti illeciti. Si parla di Whistleblower, tutelati con norme in vigore dalla fine del 2017 ma finora mai state applicate. Nella fattispecie, l’autorità Nazionale anticorruzione ha sanzionato con una multa di €5000 direttamente un manager e non l’amministrazione. Il whistleblower in questione, operava a Mondragone, successivamente trasferito a Minturno. Era stato punito in seguito ad una segnalazione avvenuta dopo un’incomprensione da cui è scaturita un’azione disciplinare che però era stata archiviata. Il dichiarato whistleblower, si è così rivolto all’autorità giudiziaria per denunciare di abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio, i membri dell’ufficio procedimenti disciplinari di cui egli stesso faceva parte. Alla base della contestazione, anche la gestione complessiva dei procedimenti disciplinari condotti dall’ufficio del comune Campano. Nelle settimane successive, il dirigente era stato sospeso dal servizio per 10 + 12 giorni, con la privazione della retribuzione. L’anac ha subito qualificato la persona segnalante come whistleblower poiché si era identificato, e da qui è nata la necessità di tutelarlo. Al termine dell’istruttoria, è stato accertato il carattere ritorsivo dei provvedimenti adottati nei confronti del segnalante, esistendo la volontà di punirlo per aver segnalato. Per l’autorità, la superficialità dei ragionamenti giuridici condotta dall’ufficio per i procedimenti disciplinari e la grossa grossolanità degli errori commessi nell’interpretazione del codice di comportamento nonché nell’inquadramento della figura del whistleblower, deve essere valutata come elemento idoneo a ritenere provato in via indiziaria il Dolo ritorsivo. Ciò, insieme ad altri elementi, avrebbe portato ad infliggere la suddetta sanzione.

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un commento

  1. L’ANAC è intervenuta a difesa di un impavido che ha denunciato “…firmandosi con nome e cognome”?
    Ed è intervenuta mettendo le mani mani su un procedimento disciplinare?
    Ma allora avevo ragione, quando salutai i suoi componenti invocando
    Woody Allen: “Saggio è chi riesce a vivere inventandosi le proprie illusioni.”

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