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IL CARISMA POLITICO: LE QUALITA’ STRAORIDINARIE DI UN LEADER

In un clima di cambiamento politico che stiamo vivendo attualmente nella nostra nazione, questo articolo offre uno spunto di riflessione su una caratteristica importante che dovrebbe avere un politico, ossia il carisma, tratto essenziale di un buon leader, capace di dirigere il nostro Paese.

L’uso più antico della parola carisma si trova in teologia e denota un libero e incondizionato dono di Dio. La profezia, ad esempio, è il carisma che rende il possessore in grado di predire il futuro divinamente ispirato. Questa interpretazione persiste finché Max Weber libera il carisma dal sottofondo teologico e gli fornisce una connotazione politica distinta. Per Weber il carisma era una declinazione del potere che denota un tipo di autorità diverso da quella tradizionale o legale-razionale. Per comprendere il carisma politico bisogna partire dalla sua “straordinarietà”. Seguendo le intuizioni di Weber, il carisma è importante perché nei sistemi democratici ordinari costituisce un tipo di leadership che mostra caratteri straordinari. La nozione di “straordinarietà” compare in due formulazioni weberiane di carisma: nel primo caso è definito come << una determinata qualità di un individuo in virtù della quale viene considerato straordinario e trattato come se fosse dotato di poteri o qualità soprannaturali, superumani o almeno specificamente ecce­zionali >>; nel secondo caso, lo studioso tedesco ha presentato il carisma come risultato di “ansia e entusiasmo” uniti ad << una situazione politica o economica insolita, peculiare o da stati fisici e religiosi straordinari, o da entrambi assieme >>. La straordinarietà sembra essere la chiave per comprendere il carisma politico, ma il problema è che questa nozione appare sfocata poiché non è chiaro quali qualità siano straordinarie abbastanza da elevare il possessore allo status carismatico. L’ambigua trattazione weberiana sull’argomento ha portato gli studiosi del carisma politico a considerare la straordinarietà in due modi: riducen­dola ad un insieme di caratteristiche personali o psicologiche possedute da alcuni leader; oppure attribuendola a situazioni di crisi che creano un contesto ideale per l’emergere della leadership carismatica. Il primo approccio è più diffuso in psicologia cognitiva e nella moderna scienza dell’or­ganizzazione, mentre il secondo in sociologia.

Il carisma per emergere e svilupparsi, oltre a leader dotati e a crisi esterne, richiede un’intensa correlazione tra agenti e strutture che coinvolgono incentivi personali e scelte strategiche di soggetti individuali e collettivi, come élites politiche, masse mobilitate, movimenti politici orga­nizzati o partiti e contesti elettorali. La straordinarietà della leadership carismatica diventa molto evidente se confrontata alla leadership tradizionale e presenta due caratteristiche specifiche: il carattere personale del potere e la sua natura radicale. La leadership tradizionale è impersonale, tiene conto della moderazione procedurale, richiede un’organizzazione delle cariche che sia gerarchicamente strutturata e regolata da leggi, norme e procedure comuni. Mentre la leadership straordinaria o carismatica è sempre personale e persegue un programma politico radicale. Questi sono i due elementi fondamentali del carisma. Il carattere personalistico della leadership carismatica è osservabile in tre aspetti, empiricamente verificabili e immediatamente misurabili: il controllo quasi assoluto e centralizzato esercitato dal singolo leader su un partito o su una organizzazione di massa; il grande e immediato trasporto emozionale che accompagna le relazioni guidate dal leader, che possono generare profonde divisioni sociali; il carattere delegato e missionario di queste relazioni, opposto a quello deliberativo e procedurale. Mentre la “leadership democratica tradizionale” implica gerarchie prestabilite, pesi e contrappesi istituzionali, un processo decisionale decentralizzato e la responsabilità collettiva, la “leader­ship carismatica”, invece, mostra strutture di autorità altamente centralizzate, l’assenza di caratteristiche burocratiche chiare e il controllo non vincolato del leader sul suo seguito. Il secondo tratto distintivo della “leadership personalistica” è la particolare relazione che si sviluppa tra il leader e i seguaci. Nelle democrazie liberali questo tipo di relazione deve essere indiretta e mediata da istituzioni impersonali, fondata su narrazioni prive di pathos e di enfasi. Mentre la leadership carismatica è caratterizzata da fedeltà diretta e lealtà dei seguaci nei confronti del leader. L’ultima caratteristica della “leader­ship personalistica” in democrazia è il suo carattere delegato, esso si basa << sulla premessa che chiunque vinca le elezioni è autorizzato a governare come meglio crede, vincolato solo dalle relazioni di potere esistenti e da un termine di mandato costituzionalmente limitato >>. La politica della delega fa pensare ad un tipo di governo autoritario e missionario che se dovesse fallire nella creazione dell’aggregazione sociale e nel radunare l’intero corpo sociale intorno a nuove istituzioni, può generare scompiglio mettendo alcuni segmenti della società contro altri.                                                                                            La rubrica di approfondimento su tematiche psicologiche, a cura della Dott.ssa Angela Pagliaro, Psicologa, ha l’obiettivo di affrontare argomenti che ci incuriosiscono e su cui vogliamo saperne di più, fornendo spunti di riflessione e quesiti sulla nostra vita. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

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