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IL DISTURBO DA INCUBI: QUANDO SOGNARE DIVENTA UN PESO

Capita a tutti di fare dei brutti sogni, sia da bambini che da adulti. Il lato positivo degli incubi è che ci allenano ad affrontare in modo immaginario le paure della vita reale. Ma ci sono casi in cui si parla di un vero e proprio Disturbo da incubi. Lo psicologo clinico americano Ross Levin dice che: «Questi incubi, specie se diventano frequenti e se raggiungono un’intensità tale da turbare i pensieri diurni, sono la spia di un malessere che va indagato».

Secondo il DSM-5 il Disturbo da incubi è caratterizzato da:

  1. Ripetuti episodi di sogni prolungati, estremamente disforici e vividi che solitamente implicano sforzi per evitare minacce alla sopravvivenza, alla sicurezza o all’integrità fisica e che si verificano generalmente durante la seconda metà del principale episodio di sonno.

 

  1. Al risveglio dai sogni disforici, l’individuo diventa rapidamente orientato e vigile.

 

  1. Il disturbo del sonno causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito cognitivo, sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

 

  1. I sintomi degli incubi non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza (per esempio una sostanza di abuso o un farmaco).

 

  1. Disturbi mentali e medici coesistenti non spiegano adeguatamente l’esperienza dominante di sogni disforici.

 

Un incubo può causare una serie di sintomi fisici: ci si sveglia con il cuore che pulsa in gola, la pelle velata di sudore, il respiro agitato. Gli incubi più ricorrenti sono quelli associati all’asfissiante sensazione di non poter fuggire da una minaccia imminente, di non riuscire a parlare, gridare o camminare; o ci si ritrova al centro di spaventosi incidenti, tra sangue e corpi senza vita; o ancora il precipitare da paurose altezze.

Il disturbo può essere di tipo:

Acuto: la durata del periodo di incubi è di 1 mese  o meno.

Subacuto: la durata del periodo di incubi è maggiore di 1 mese ma inferiore di 6 mesi.

Persistente: la durata del periodo di incubi è di 6 mesi o superiore.

 

La gravità si classifica in:

Lieve: in media, meno di un episodio a settimana.

Moderata: uno o più episodi a settimana, ma meno di un episodio a notte.

Grave: episodi ogni notte.

LE CAUSE

Gli incubi possono essere un effetto indesiderato di alcune medicine (come i betabloccanti o certi antibiotici di tipo fluorochinolonico) o della sospensione brusca di farmaci (per esempio le benzodiazepine, spesso usate per la cura dell’insonnia). Oppure a volte sono collegati all’abuso di alcol o stupefacenti e ad alcune patologie, quali epilessiabroncopneumopatia cronica ostruttiva e sindrome da apnee notturne. Quindi è essenziale una prima valutazione medica, rivolgendosi se possibile ad un Centro di medicina del sonno.

Una volta escluse le cause fisiche o farmacologiche, l’origine va cercata in fattori emotivi: ad esempio il Disturbo da stress post traumatico, nel quale gli incubi sono costituiti dal rivivere angosciosamente durante il sonno il trauma subito. Inoltre, spesso, all’origine dell’incubo ricorrente c’è un disturbo d’ansia o di natura depressiva. Oppure l’individuo ha vissuto di recente eventi di separazione affettiva, come un divorzio o la morte di una persona cara, che hanno fratturato il senso di sicurezza emotiva ed esistenziale. In altri casi l’origine del turbamento emozionale può non essere facilmente individuabile, perché più profonda e inconsapevole.

LE TERAPIE

In caso di Disturbo da incubi si consiglia di consultare uno psichiatra che potrà indicare un intervento psicoterapeutico adeguato e/o prescrivere farmaci. Può essere utile il ricorso a tecniche di rilassamento, come il training autogeno di Schulz e il rilassamento progressivo di Jacobson, la cui azione positiva sul sonno dipende dall’effetto anti-ansia di questo tipo di interventi.

La rubrica di approfondimento su tematiche psicologiche, a cura della Dott.ssa Angela Pagliaro, Psicologa, ha l’obiettivo di affrontare argomenti che ci incuriosiscono e su cui vogliamo saperne di più, fornendo spunti di riflessione e quesiti sulla nostra vita. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

 

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