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NAPOLI / DRAGONI – Giovane africano picchiato e derubato, è residente a Dragoni

NAPOLI  / DRAGONI – Trentunenne originario della Costa D’Avorio, residente a Dragoni, è stato circondato, derubato, picchiato e ingiuriato nel centro di Napoli, sotto la luce del sole. Cosa sta diventando l’Italia, intrisa da derive razziste e violente? Cosa sta diventando il sud Italia, la cui accoglienza e ospitalità faceva di esso una icona mondiale di umanità? Stiamo perdendo pezzi di solidarietà. E la perdita sta avvenendo in maniera progressiva. Queste amare considerazioni non possono essere taciute dopo aver appreso di un accaduto feroce consumatosi nei pressi della stazione ferroviaria di Napoli. Proprio nella città un tempo tipizzata come la metropoli dell’accoglienza è stato picchiato, ingiuriato e rapinato un ivoriano residente a Dragoni. Noto a tutti i suoi compaesani dragonesi come John, il suo nome ufficiale è Berima Kouassi Kreme. John arriva in Italia a bordo di un gommone dopo aver vissuto terribili esperienze nelle prigioni libiche, perseguitato e picchiato perché cristiano, fugge dal suo villaggio dopo aver visto sgozzati i genitori. Approdato in Italia, rischia anche di perdere la vista ma grazie all’aiuto e alla solidarietà di tanti suoi amici, John scongiura anche questo pericolo. Si opera e torna a vedere bene. Dopo una serie di esperienze lavorative tra il sud e il nord dello stivale, sia nella raccolta nei campi, sia in fabbrica, John decide di fare il lavoratore autonomo e di aprirsi una partita I.V.A. per effettuare lavori di manutenzione e di giardinaggio. A Dragoni, nel paese nel quale è residente, John, come già accennato, viene accolto subito e sostenuto, complice la sua incredibile positività, il suo sorriso e la sua voglia di esternare gratitudine a prescindere da un vissuto così traumatico, segno che il dolore, se a volte può incattivire, altre volte, invece, rende ancora più grati di poter vedere il sole. John suona il tamburo nel coro della messa domenicale e partecipa attivamente alle numerose attività organizzate dal parroco Don Davide Ortega che gli dà anche un tetto per vivere con regolare contratto di locazione a titolo gratuito. Quando qualcuno gli chiede: “che regalo vorresti?”. Lui, che parla bene e sa leggere e scrivere in francese, risponde: “la bibbia, scritta in francese.” Con buona pace di chi considera il “nero” brutto, cattivo e pericoloso. Sembrava che le cose per John si stessero mettendo a posto, sembrava che dopo tanta sofferenza finalmente il vento stesse girando diversamente e invece no. Doveva essere ingiuriato per l’ennesima volta: “negro di merda!”. Doveva essere aggredito verbalmente in pieno giorno, a viso aperto da uomini che gli hanno gridato furiosamente: “tornatene in Africa!”, rapinandolo e sottraendogli i contanti che aveva appena ritirato da un ufficio postale per inviarli a sua sorella, unico legame di sangue che gli è rimasto in Terra. Ma le aggressioni non si limitano solo a quelle verbali. Passano anche a quelle fisiche. John viene picchiato selvaggiamente da più uomini ma il caso, o la provvidenza, vuole che nel luogo dove si stavano consumando le violenze, passasse una vettura della Polizia che lo salva, chiamando un’ambulanza. Di qui la corsa al pronto soccorso del CTO, ai Colli Aminei, dove John è stato curato e medicato. Una notte non facile per il 31enne dragonese.

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