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Legatario ed erede: differenze nella successione ereditaria

La successione ereditaria di un bene può spesso dare adito a controversie tra i vari beneficiari dell’eredità. Questi ultimi, infatti, non condividono tutti il medesimo status ma si dividono in ‘eredi’ e ‘legatari’. Vediamo di seguito quali sono le principali differenze tra i due soggetti.

Chi sono l’erede e il legatario

La differenza tra erede e legatario è piuttosto evidente. Il primo è successore a titolo universale, ovvero ha diritto ad accedere all’intero patrimonio, o ad una parte di esso nel caso in cui vi siano più eredi. Sono, ad esempio, eredi i figli di una persona defunta: in quanto tali accettano il patrimonio che era in possesso del genitore, sia si tratti di beni mobili o immobili sia si tratta di debiti; l’erede, o gli eredi, infatti, devono per legge farsi carico anche degli oneri e dei debiti che, in precedenza, ricadevano sulla persona che ha lasciato l’eredità.

Il legatario (detto anche “onorato“) è un successore a titolo particolare. Viene così chiamato perché acquisisce un diritto di successione ereditaria in presenza di una disposizione testamentaria, detta ‘legato‘. In altre parole, è un successore in quanto il testatore, ossia l’autore del testamento, ha destinato specificamente una parte del proprio patrimonio ad una persona non identificabile come erede universale. L’altra differenza tra l’erede ed il legatario consiste nel fatto che su quest’ultimo non ricadono gli eventuali debiti lasciati insoluti dal testatore. Poiché la materia può risultare ostica in certi casi, è possibile anche avvalersi della consulenza legale fornita da professionisti del settore anche online, tramite siti quali AvvocatoAccanto, per poter usufruire di un parere qualificato.

La normativa che regola il legato

A disciplinare il concetto di ‘legato’ è il Codice Civile. L’articolo 651, in particolare, dispone che “il legato di cosa dell’onerato o di un terzo è nullo, salvo che dal testamento o da altra dichiarazione scritta dal testatore risulti che questi sapeva che la cosa legata apparteneva all’onerato o al terzo“. In aggiunta, il dispositivo stabilisce anche che se la cosa legata apparteneva ad un terzo durante la stesura del testamento ma era di proprietà del testatore al momento della sua morte, il legato è considerato valido (comma 3). Gli articoli successivi definiscono i vari tipi di legato:

– Legato di cosa solo in parte del testatore (art. 652): “Se al testatore appartiene una parte della cosa legata o un diritto sulla medesima, il legato è valido solo relativamente a questa parte o a questo diritto, salvo che risulti la volontà del testatore di legare la cosa per intero“;

– Legato di cosa determinata solo nel genere (art. 653): “È valido anche se nessuna del genere ve n’era nel patrimonio del testatore al tempo del testamento e nessuna se ne trova al tempo della morte“;

– Legato di cosa non esistente nell’asse (art. 654): “Quando il testatore ha lasciato una sua cosa particolare, o una cosa determinata soltanto nel genere da prendersi dal suo patrimonio, il legato non ha effetto se la cosa non si trova nel patrimonio del testatore al tempo della sua morte“. Il dispositivo stabilisce anche il legato vale solo per la quantità che si trova nel patrimonio al momento della morte del testatore, anche se diversa da quella indicata nel testamento;

– Legato di cosa da prendersi da certo luogo (art. 655): “ha effetto soltanto se le cose vi si trovano, e per la parte che vi si trova” a meno che non siano state rimosse temporaneamente;

– Legato di cosa del legatario (art. 656): è nullo se la cosa è ancora di proprietà del legatario alla morte del testatore;

– Legato di cosa acquistata dal legatario (art. 657): è nullo se il legatario ha acquistato la cosa legata dal testatore dopo la stesura del testamento;

– Legato di credito o di liberazione da debito (art. 658): “ha effetto per la sola parte del credito o del debito che sussiste al tempo della morte del testatore“;

– Legato a favore del creditore (art. 659);

– Legato di alimenti (art. 660);

– Prelegato (art. 661): legato disposto a favore di uno dei coeredi.

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