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Mondragone – “Echi del Passato”- intervista all’autore, professore Pasquale Schiappa, alla scoperta di storie e tradizioni della città Mondragonese.

Mondragone ( di Maria Palma Ceraldi) – In questi giorni è stato pubblicato l’ultimo lavoro del Professore Pasquale Schiappa “echi del Passato”, docente di letteratura italiana e latino al liceo scientifico di Mondragone fino alla pensione, grande cultore del teatro, con la quale, ancora oggi, porta in scena opere attinte dalle tradizioni locali o scritte direttamente da lui, mantenendo un gran legame con allievi, ex allievi e cittadini di Mondragone.

Con quella disponibilità e umanità che contraddistinguono la sua persona, ha concesso questa intervista, aprendo, oltre le porte della sua casa, la porta del suo sapere, delle sue passioni, facendo luce su come si arrivi a dar vita a determinati lavori, utili a mantenere un contatto costante che le proprie origini.

Ha scritto numerosi libri, tutti legati tra loro da un unico filo conduttore, l’importanza delle proprie origini e tradizioni e il rispetto di esse, come è nato in lei questo interesse questo amore per le tradizioni della sua terra? “questa passione nasce il giorno stesso in cui scopri che il fratello di mio nonno, dottor Biagio Greco, che morì per aver lavorato in condizioni atmosferiche disastrose, che lo portarono a scrivere la famosa storia di Mondragone, punto di riferimento di tutti gli studiosi, e che a sua volta mi colpi tanto da iniziare a coltivare questo tipo di studi, che notai destava molta curiosità nei giovani verso le proprie origini. Questa curiosità diffusa mi spinse ad approfondire le mie ricerche portandomi alla pubblicazione di vari testi che si interessava delle tradizioni locali, del dialetto mondragonese, della storia della città, o a creare spettacoli teatrali , come Il Bastimento che ci portò ad esibirci in Germania davanti 1500 spettatori, a settembre due mesi prima la caduta del muro di Berlino

Echi del Passato” come prende vita? nel 2000 mi trovavo in Sicilia per un mio spettacolo sulla rivoluzione Napoletana partecipando al festival delle ciminiere, mentre ero seduto in platea, si avvicino una giornalista Pinella Musumeci, che chiedendomi da dove venissi, mi svelo che nelle sue ricerche trovò il documento ufficiale in cui veniva assegnato al duca Grillo la terra di Mondragone ,e da qui venne fuori anche l’interessante storia di Margherita Branciforti, moglie dell’ultimo duca di Mondragone Filippo Agapito, la storia di Margherita ha consentito di conoscere gli ultimi momenti del ducato dei Grillo Mondragone, questo rinvenimento mi ha dato l’input per la stesura di “echi del Passato”.

Cosa racconta questo suo ultimo libro? “mette insieme quattro saggi, partendo dalla storia di Margherita Branciforti, non collegati tra loro, vite a se, come nel secondo saggio, in cui si racconta di un medico importantissimo mondragonese Antonio Sementini (da non confondere con l’omonimo vissuto molto tempo dopo, scrittore e autore di “la storia di Mondragone”), considerato quasi l’inventore della psichiatria moderna, attraverso numerose scoperte, ed ancora oggi ricordato agli incurabili a Napoli, dove c’è la tomba sua e della moglie, storia che aveva diritto di essere raccontata. Nel terzo saggio, parlo di Raimondo di Sangro, principe di San Severo, figura bellissima che mi ha affascinato da diversi anni, che pubblicai già sulla rivista della società storia patria di terra di lavoro di cui ero corrispondente, che a sua volta non avendo molte disponibilità economiche ne fece poche copie, così decisi di inserirlo nel mio libro. IL quarto saggio, è una rivendicazione della verità su racconti non tanto realisti sulle vicende inerenti il ritrovamento della statua della venere di Sinuessa, rinvenuta su un fondo di proprietà di mio nonno Leopoldo Tommaso Schiappa, da due contadini. Qui racconto oltre al culto della Venere anche i fatti che reinterpretati portano a dire ad alcuni che la venere fu venduta per 500 lire perché i Mondragonesi erano ignoranti. Avendo gli atti del processo per un giusto riscatto ho deciso di raccontare come andarono veramente i fatti.

Per tramandare passioni come le sue verso la nuova generazione, per stimolarla ad un maggiore interesse e coinvolgimento nella conoscenza e nel rispetto delle proprie origini e delle proprie radici che cosa consiglierebbe, tenendo conto della sua vasta esperienza nell’interazione con le fasce più giovani? pur non riconoscendomi come depositario di verità e certezze, posso farvi partecipe del mio pensiero, lo stesso che ho cercato sempre di diffondere tra i ragazzi, invitandoli a studiare e a leggere soprattutto, non limitarsi a parlare per sentito dire, non adoperarsi solo attraverso i mezzi social che vanno ad appannaggio del libro, dove troppo volte si incorre nel rischio di notizie lontane dalle verità, che chiunque può scrivere. Concludo ricordando il grande Eduardo de filippo, persona di cui ho profonda stima ma che andando in visita al carcere di Nisida, rivolto ai ragazzi di Nisida gli disse “fuitavenn’” , pur riconoscendone la grandezza, non condivido questo pensiero, diversamente io direi restate, reinventatevi, creando e dando origine a nuove possibilità, pur di rimanere e riuscire a dare una mano per il miglioramento della nostra città.”

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