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Valle Agricola / Raviscanina – Operatore ecologico con il “vizio” dell’usura: così strozzava la vittima costretta anche a dargli l’auto

Valle Agricola / Raviscanina – La vittima costretto a consegnare anche un’auto d’epoca per saldare il suo debito. Un operatore ecologico di Valle Agricola in circa un anno guadagna oltre 10mila euro su un capitale di 15mila euro prestati all’amico in difficoltà. Dall’inchiesta condotta dai carabinieri del Matese emergono particolari precisi che rendono chiaramente come l’usura è un’arma terribile puntata contro persone in difficoltà, maggiormente se commercianti o piccoli imprenditori. Precise e gravi le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere contro Giovanni Varatta, arrestato pochi giorni fa e collocato ai domiciliari.
“… A causa del forte timore di poter compromettere il bilancio del negozio, soprattutto per coprire i crediti che vantavano nei mie confronti Lottomatica, Logista Tabacchi e LIS Ip, sono stato costretto a chiedere un prestito di 15.000,00 € a tale VARATTA Giovanni, residente in Valle Agricola ove svolge l’attività di operatore ecologico per il Comune. Giovanni è una persona che conosco da diversi anni, essendo assiduo frequentatore del mio negozio. Allo stesso avevo raccontato dei problemi che stavamo attraversando e quindi lui, si offrì di aiutarmi dandomi in prestito denaro per un importo di € 15.OO0 dando come corrispettivo 12 assegni non intestati per l’importo di € 1.700.00. Lo stesso passava per il negozio e io gli consegnavo banconote per un valore di € 1.700,00 così che lui mi restituiva l’assegno. Nel mese di marzo, per far fronte ad ulteriori spese, mi feci prestare dallo stesso Varatta denaro per ulteriori € 5.000,00, il Varatta mi propose, in alternativa, di pagare 100.00 € giornalieri invece che una somma mensile. Al predetto ho finora consegnato denaro per circa 25.500.00 € a fronte dei 15.00,00 € inizialmente chiesti. l mese di aprile 2017, mi sono nuovamente rivolto a Varatta per farmi prestare ulteriore denaro per un importo di € 5.000,00 con l’impegno di restituirne 6.000.00 entro pochi giorni, o comunque entro la fine dello stesso mese di aprile 2017. Non avendo potuto pagare entro aprile, come stabilito, anche in questo caso mi riformulò la somma con € 100,00 settimanali fino a quando non avessi saldato i 6.000,00 € (che andavo ad aggiungersi ai 100,00 € giornalieri già concordati per il precedente prestito); cosa che poi è avvenuta nel mese di luglio 2017 . quando mi venne concesso un mutuo di € 85.000,00 presso la Banca Capasso di Alife. Inoltre sempre Varatta Giovanni, il giorno 20 agosto 2017, mi ha prestato ulteriori 11.000,00 € che dovrei restituire entro dicembre 2017 con importo di € 15.000 con modalità ancora da concordare, più la cessione di una vecchia Fiat 500 di mia proprietà da poco restaurata e del valore commerciale di almeno 4.000,00 €. Con Varatta Giovanni, il rapporto che era inizialmente quasi amichevole, nel corso delle varie trattative relative al pagamento dei debiti, è divenuto sempre più freddo e distaccato, per il suo modo di comportarsi; pur non avendo contorni minacciosi o violenti la sua presenza ossessiva e giornaliera mi ha indotto in una sorta di sudditanza psicologica, dalla quale anche per le esigenze economiche sopra descritte non riesco più a sottrarmi. Tale condizione, evidentemente è stata ben colta e compresa dallo stesso che non omette di approfittarne per trarne benefìcio”.
Questi alcuni passaggi raccontanti dal negoziante, vittima dell’usura, ai carabinieri della compagnia del Matese che poi hanno condotto le indagini dalle quali sono scaturiti tre fermi fra cui quello dello stesso Varatta.

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