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Sessa Aurunca – Salvatore Morelli, convegno sull’uomo che si batté per i diritti delle donne con cento anni di anticipo.

Sessa Aurunca (di Armando Cappelli) – La storia di Sessa Aurunca passa anche attraverso Salvatore Morelli, un visionario ed inascoltato precursore dei tempi, tra i primi femministi che chiese al Parlamento italiano di concedere alle donne quei diritti che riuscirono a conquistare soltanto cento anni più tardi. Era la metà del 1800, in pieno risorgimento. Un convegno tutto dedicato a lui, alla sua memoria ed alla sua vita, soprattutto a quella parte, tra il 1867 ed il 1880, quando fu membro del parlamento del Regno d’Italia, eletto Deputato nel collegio di Sessa Aurunca per quattro legislature consecutive. Il convegno è stato fortemente voluto da Domenico Bevellino e dall’amministrazione comunale; esposti in sala alcune illustrazioni, la seconda edizione del libro “La donna e la scienza o la soluzione dell’umano problema” di Salvatore Morelli, stampato nel 1863 ed è stata presentata e distribuita la copia anastatica del libro “Salvatore Morelli, Deputato del Collegio di Sessa Aurunca (1867-1880)” di Francesco Bevellino, padre di Domenico, con la prefazione del prof. Slivano Franco, direttore di “Civiltà Aurunca” e la presentazione di Silvio Sasso, sindaco di Sessa Aurunca. Un’importante occasione di conservazione della memoria e di crescita personale. Presenti al convegno personalità di spessore culturale, rappresentanti politici, militari e soprattutto scolaresche. Tra i saluti e gli interventi dei relatori sono stati ricostruiti il travagliato percorso di vita di Morelli e la sua visione, la scoperta di un uomo troppo avanti per quei tempi ma vissuto nel costante impegno per l’emancipazione femminile senza mai arrendersi; ricordiamo che in quei tempi la donna godeva pochi diritti, era sottomessa all’uomo ed era vista soprattutto come colei che doveva badare alla casa e portare i figli in grembo. Morelli, da deputato, si batté alla Camera per i diritti delle donne, per il divorzio, per l’abolizione della “schiavitù domestica”, per l’uguaglianza tra coniugi, per il diritto di voto alle donne, per la scuola dell’obbligo. Troppo avanti, troppo visionario e quindi deriso dai suoi colleghi parlamentari. Era però, a differenza di molti di loro, in contatto con tutte le grandi menti europee, quelle menti che come Morelli volevano il progresso civile e l’emancipazione di tutta la società. La città di Sessa, con il fermento culturale che viveva, permise a Morelli di sedere, da Deputato, nel Parlamento di quel Regno di quell’Italia da poco costituito, in una Nazione unita da nord a sud, sotto una nuova bandiera. La città diede l’opportunità e la forza a Morelli di lasciare un segno e di imprimere nella storia della Nazione un punto di partenza sulla via dell’uguaglianza uomo-donna e sui diritti civili. Oggi, in questa prima parte del ventunesimo secolo, dopo un lungo periodo di oblio, Salvatore Morelli viene riscoperto a livello locale, nazionale ed europeo. Riscoprire Morelli in questo periodo storico è singolare, quasi profetico. In un periodo di scontri tra culture e civiltà diverse, in cui vediamo la donna sottomessa in alcune parti del mondo, spesso vicine a noi, è ancora più importante parlare delle battaglie per i diritti civili e l’emancipazione femminile, da chi ne fu precursore centocinquanta anni fa a chi oggi ne difende le conquiste. Una figura, quella di Morelli, che merita di essere studiata, approfondita e riscoperta ogni giorno alla pari di tante altre personalità più rinomate.

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