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foto di repertorio

Sessa Aurunca – Ospedale San Rocco, Maciariello: personale infangato ingiustamente. Ecco la verità

Sessa Aurunca –  Lo scandalo giudiziario che ha scosso, qualche mese fa, la struttura sanitaria del San Rocco, ha messo in evidenza solo un aspetto, un dettaglio, della quotidianità lavorativa che è stato capace di gettare solo fango sulle persone coinvolte. Figure che, invece, hanno regalato centinaia di ore del proprio tempo – oltre quelle che rientravano nel loro normale orario di lavoro – alla collettività. Tutto per garantire all’utenza l’erogazione di servizi che una serie di circostanze avrebbero impedito. E’ questo, in estrema sintesi, il concetto espresso dal medico Gaetano Maciariello – non coinvolto nella vicenda giudiziaria – fino a pochi mesi fa dipendente del San Rocco. Maciariello ha inteso, attraverso un documento inviato alla nostra redazione, chiarire alcuni aspetti della vicenda per porre fine al linciaggio morale di tanti suoi colleghi.

Il documento di Maciariello:
Da anni l’Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca  opera in condizioni di grave difficoltà per carenza di personale, obsolescenza e frequenti guasti degli strumenti diagnostici, mancanza di adeguata manutenzione degli edifici.
Il personale ha dovuto moltiplicare energie, sforzi e sacrifici, per offrire agli utenti un servizio decente e ai cittadini l’immagine di una sanità pubblica che tuteli i diritti e soddisfi i bisogni fondamentali dei malati. Il tutto a dispetto di sempre più massicci tagli ad un Sistema Sanitario che si va progressivamente consegnando ai privati.
Eppure è bastata una banale vicenda di irregolarità di timbratura di cartellini per gettare nel fango tutto questo. Poche ore di aggiornamento professionale non regolarmente documentate, tutt’altra cosa rispetto all’attività di assistenza ai malati,  sono diventate un caso nazionale di “malasanità”. I cittadini che hanno seguito la vicenda ignorano però che i presunti responsabili delle irregolarità hanno regalato alla collettività centinaia di ore di lavoro duro in condizioni difficili, senza alcuna retribuzione. Chi scrive ha operato per oltre venti anni fianco a fianco con i colleghi medici indagati, in gran parte anestesisti-rianimatori. E può testimoniare della loro professionalità e del loro senso etico. Mai hanno fatto mancare il loro impegno e il loro prezioso supporto nel trattamento di pazienti critici, che grazie alla loro opera hanno avuto spesso salva la vita. Sicuramente la magistratura ha il diritto-dovere di indagare su ogni irregolarità, indipendentemente da chi l’abbia commessa, e lo farà.                                                Non si possono però mettere all’indice e distruggere persone che hanno dedicato la vita a tutelare quella degli altri. E soprattutto non si può farlo prima che i magistrati si siano pronunciati sulla gravità e sulla perseguibilità degli atti commessi. Giudizi sommari e minacce di facili licenziamenti fanno sempre un certo spettacolo, ma personalmente ritengo si tratti di uno spettacolo indecoroso.  Esprimiamo l’auspicio che la serenità di giudizio di cittadini ed istituzioni prevalga sull’impulso irrazionale ad infierire su persone che non sono la causa delle  disfunzioni, pur presenti e complesse, del Servizio Sanitario Nazionale.

 

 

 

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un commento

  1. Americo Balasco

    Complimenti al Dott. Maciariello che ha avuto il coraggio di dire la sua in una vicenda che è stata gonfiata a danno di persone che hanno fatto del loro lavoro una missione nonostante tutte le difficoltà elencate nell’articolo.

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