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Cellole – telenovela consiglio comunale, chi chiarisce con atti alla mano e chi si difende prendendosela con la stampa

Cellole (di Maria Palma Ceraldi) – Quando si scrive lo si fa in onore della verità, ed in rispetto ad essa è opportuno chiarire l’aspetto tecnico sull’incresciosa patata bollente del bilancio del comune di Cellole. Non si può affermare di aver trovato un ente disastrato e allo stesso tempo in poco meno di un anno approvarlo come l’unico sano, perché se non sei la fata turchina e considerato che non si vuole camminare sul filo del rasoio, quanto dichiarato è del tutto incoerente e non in riga con i fatti reali. Andiamo per grado, il Capogruppo di Minoranza Francesco Lauretano in consiglio comunale, unico luogo e contesto proposto ed opportuno per mettere a conoscenza del cittadino l’andamento politico amministrativo del proprio ente, e non certo per fare gli “exploit”, ma per assolvere in modo adeguato al loro incarico nel rispetto del proprio elettorato e non solo, chiede chiarimenti su quanto non ancora è stato fatto e quanto si prevede di fare, visto che la disattenzione mostrata anche su delle problematiche più urgenti ed evidenti  non depone a favore di una progettualità sostanziale e concreta che risponda alle necessità del paese. Su tale preoccupazioni esposte dalla minoranza, la sindaca Cristina Compasso, quasi a giustificazione della reale situazione reclama le sue difficoltà come conseguenza dell’aver ereditato : “un ente disastrato, dove le buche emergono non solo in strada e dove non si è fatto altro che pagare i debiti”. A far luce su questi debiti ci vuol poco, basta fare riferimento ad un atto ufficiale che in questi giorni sta  girando su fb (vedi Allegato) dove si evince come grazie all’amministrazione Barretta si sia passati dal negativo saldo di  -1.559.655,85 al saldo positivo di 444.035,04 in data 24.11.2017 rientrando da ente deficitario  a ente non deficitario. Questa verità è attestata da atti ufficiali richiesti  anche dall’assessore Francesco Barretta per chiarire e mettere un punto su una inesattezza volta solo a screditare chi c’era prima, quasi  a dimenticare che quel prima ad oggi risiede comunque tra le fila della maggioranza. Ovviamente questa continuità e difficile da riscontrare, se le stesse cariche, sembrino funzionar meno in questo nuovo assetto amministrativo, anche chi alla sua prima esperienza pur avendo tanto da dimostrare e tanta potenzialità per poterlo fare, a sua volta non è valorizzato nelle proprie possibilità. Sarà che la troppa “prudenzialità” non è la giusta ricetta per le criticità del territorio? Quindi a chi millanta di aver potuto approvare un bilancio sano, consiglierei di ringraziare chi precedentemente ha lavorato correndo qualche rischio e lasciando una strada già tracciata. Infine, sarebbe opportuno imparare ad assumersi le responsabilità di ciò che si afferma, nei più banali corsi di comunicazione la prima cosa che si insegna e che quando si trasmette un messaggio ed il ricevente comprende qualcosa di differente da ciò che si afferma di aver voluto realmente dire, il feedback lo da i numeri degli uditori che comprende la stessa cosa, se il maggior numero comprende la stessa cosa, la colpa non è del ricevente ma di chi trasmette il messaggio, questo per chiarire che è inutile continuare con post di vittimismo, cercando vie d’uscita in arcane strategie, recriminando e accusando di voler aizzare “la folla” disseminando odio,  inutile e vano prendersela con la stampa, che riporta solo ciò che ascolta e testimonia, se un atteggiamento di parte c’è stato, è quello di aver voluto difendere chi fino all’ultimo si è prodigato nel proprio ruolo di sindaco con quell’umanità e quella passione, che ancora oggi merita di non essere macchiata nemmeno da un banale equivoco. Continuare a parlare di strumentalizzazioni o manipolazioni pseudopolitiche equivale a continuare ad insultare le capacità cognitive di tutti coloro che la pensano in modo differente, compreso i suoi stessi assessori dove qualcuno ha cercato di correggerle il tiro, e altri che non avrebbero mai immaginato di dover difendere la memoria del proprio padre da chi fa parte della sua stessa squadra. Forse sarebbe semplicemente bastato chiedere scusa per essersi espressi male.  Scuse che ancora oggi nessuno avuto il piacere di ascoltare. E che avrebbero dimostrato grande senso di responsabilità e soprattutto di sensibilità.

 

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