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Sparanise – Consiglio comunale, l’amministrazione usa la figura del sindaco sospeso per pubblicizzare l’assemblea. Sfida o delegittimazione della magistratura?

Sparanise –  Qualche giorno fa, si è svolto il consiglio comunale di Sparanise, già da qualche giorno pubblicizzato anche sul sito ufficiale del comune,  www.comunedisparanise.it. Ai cittadini più attenti, però, non è sfuggito che a corredo dell’avviso pubblico è stata allegata anche una vecchia foto raffigurante l’ex sindaco Salvatore Martiello, regolarmente seduto al suo posto di primo cittadino insieme all’ex Presidente del Consiglio Comunale, come se nulla fosse accaduto in questi ultimi due mesi e più.  Contemporaneamente, su un altro sito locale vicino all’Amministrazione Comunale è comparso un articolo in cui si enfatizzava la vittoria giudiziaria del sindaco Salvatore Martiello contro la parrocchia di San Vitaliano di Sparanise. Anche in questo caso l’ex sindaco era raffigurato in una vecchia foto addirittura ancora con la fascia tricolore a tracolla mentre in un’altra foto compariva don Liberato Laurenza parroco di Sparanise. E’ bene precisare ai meno attenti tra i lettori dei due siti che Salvatore Martiello dal 12 febbraio scorso non è più sindaco di Sparanise perché sospeso dalla carica dal Prefetto di Caserta successivamente al suo arresto per “tentata induzione indebita”.
Appare opportuno anche ricordare, sempre ai lettori meno attenti che attualmente l’ex sindaco di Sparanise Salvatore Martiello è ancora sottoposto  a provvedimenti restrittivi disposti dall’Autorità Giudiziaria, e segnatamente al divieto di  dimora nella città di residenza.  Dopo questa doverosa precisazione riteniamo che sia quanto meno inopportuno e istituzionalmente scorretto raffigurare Salvatore Martiello come se fosse ancora sindaco. Infatti, fin dal giorno dell’arresto, amplificato scientemente anche attraverso i social di parte, è stato fatto passare il messaggio come se l’indagine fosse in qualche modo viziata da una sorta di “persecuzione”  se non addirittura di vera e propria “cospirazione politica”. A tal proposito si ricorda che nei giorni immediatamente successivi all’arresto si stava incredibilmente organizzando una manifestazione fiaccolata a “sostegno” e di “solidarietà” del sindaco, in quel momento ancora agli arresti domiciliari. La manifestazione, poi annullata all’ultimo momento, secondo gli organizzatori doveva partire dalla stazione ferroviaria di Sparanise ed attraversare in silenzio le vie principali del paese. Di solito, questo tipo di manifestazioni cosiddette di “solidarietà” vengono giustamente organizzate a sostegno delle vittime di reati (a Sparanise ne ricordiamo una recentissima a sostegno di un giovane locale vittima di una inaudita violenza) e mai a favore di chi è accusato di aver commesso un reato. In generale, manifestare ventilando subdoli sospetti a favore del “carnefice” implica la  delegittimazione anche di chi ha eseguito le indagini, sia in sede investigativa che giudiziaria, cioè lo Stato. Entrando poi nel merito della questione, necessita ricordare che tutta questa vicenda giudiziaria parte dalla denuncia di un Consigliere Comunale di opposizione che, in quanto tale, non  ha fatto altro che  esercitare il suo diritto dovere democratico di rappresentare alle autorità competenti quelli che a suo avviso erano comportamenti illegittimi e quindi  suscettibili di verifica in sede giudiziaria. In politica questo è uno dei compiti principali dell’opposizione: è cioè quello di controllare la legittimità dei comportamenti e degli atti amministrativi della maggioranza. Di contro, davanti ad un evidente abuso non  denunciato si commetterebbe un reato di omissione. La denuncia del consigliere comunale di opposizione non era certamente una sentenza e quindi è stata correttamente affidata alle autorità istituzionalmente deputate ad effettuare le giuste verifiche attraverso l’analisi dei contenuti.
Si da il caso che gli elementi denunciati siano stati successivamente riscontrati dai testimoni e dagli investigatori, ma anche, ed in più riprese, dalla Magistratura sia inquirente che giudicante. Sarà naturalmente la Magistratura nella sua autorevolezza a sentenziare sulla questione perché nessuno è al di sopra della Giustizia,  chi la declama ma solo a parole.

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