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Il mondo dei prestiti: guida alla scelta

Il persistere di una situazione economica non rosea in Italia si riflette evidentemente sui bilanci familiari, messi in crisi nel corso degli ultimi anni anche dalla necessità di concorrere al risanamento dei conti pubblici, con un livello di tassazione che nel nostro Paese continua ad essere eccessivo.
Molte famiglie per non comprometterne la tenuta o per rinsaldarli, sono state costrette a fare ricorso ai prestiti, trovandosi spesso a dover fare i conti con la situazione problematica del settore. Come si può fare per trovare ascolto nel settore creditizio e reperire un prestito conveniente? Vediamo qualche aspetto da non tralasciare.

L’importanza del TAN e del TAEG

Quando si richiede un prestito, occorre porre particolare attenzione dato che non tutti i finanziamenti sono uguali. Per capire quale sia effettivamente conveniente, tra quelli messi a disposizione dalle finanziarie operanti sul mercato, occorre in particolare fare attenzione a TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale).
Il primo è il tasso di interesse utilizzato dalle aziende creditizie per stabilire l’importo della rata mensile con cui sarà ripagato il prestito, il secondo è formato dal primo e dalle spese accessorie, ovvero quelle che il consumatore deve versare per poterlo ottenere.
Le spese accessorie sono quelle istruttorie, di incasso e gestione della rata, quelle per la chiusura della pratica, dell’assicurazione, di comunicazione e l’imposta di bollo gravante sul contratto. Se si vuole effettivamente stabilire la convenienza di un prestito occorre guardare proprio al TAEG, in quanto include tutte le possibili voci di spesa, a differenza del TAN.

Il problema delle garanzie

Per poter vedere accolta la propria richiesta di prestito è necessario presentare una serie di garanzie, in particolare relative alla propria situazione reddituale e allo storico dei rapporti con il settore creditizio. Un qualcosa che riguarda soprattutto i privati e meno i lavoratori del settore pubblico, da sempre ritenuti più sicuri e quindi maggiormente appetibili per le finanziarie: si pensi a quanto accade per i pensionati ex Inpdap, come si può leggere sul sito PrestitoInpdapOk.
Se il proprio nome è poi iscritto in un database di cattivi pagatori è praticamente impossibile vedere soddisfatta la propria richiesta, a meno che non si ricorra alle cambiali o ad un garante che possa subentrare nei pagamenti in caso di sospensione.
Per quanto riguarda la situazione reddituale essa deriva solitamente dalla detenzione di un patrimonio mobiliare o immobiliare o dal godimento di un contratto lavorativo a tempo indeterminato oppure a termine, che possa però coprire il periodo di ammortamento concordato. Considerata l’esplosione dei cosiddetti contratti atipici nel nostro Paese e l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ad opera del Jobs Act, che permette il licenziamento economico alle aziende, le imprese creditizie hanno comunque aperto nel corso degli ultimi anni a formule in grado di non tagliare fuori dal mercato i soggetti meno garantiti da un punto di vista lavorativo.

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