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Teano – diritti umani, gli studenti dell’alberghiero da tre anni scrivono ai detenuti nel braccio della morte in California

Teano – Da circa tre anni gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Teano diretto dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Annamaria Orso hanno iniziato una corrispondenza con quattro detenuti rinchiusi nel braccio della morte. Tutto è iniziato con la lettura di brani tratti dai classici Dei delitti e delle penedi Cesare Beccaria e l’Osservazioni sulla tortura diPietro Verri. Guidati dalla Prof.ssa Maria Tierno docente di lettere né è venuto fuori un dibattito sulla pena di morte alimentato ogni giorno da ricerche sempre più attente ed approfondite: dati statistici, tipi di esecuzione nei paesi dove ancora oggi è praticata la pena di morte. Docenti e studenti hanno letto e commentato lettere di condannati a morte e ne sono rimasti profondamente colpiti. In loro è nato, quindi, il desiderio di contattare, direttamente, i detenuti per partecipare alla loro sofferenza. La loro lettera doveva essere una stretta di mano, un semplice abbraccio. Invece, man mano che questa corrispondenza è andata avanti, si è scoperto un mondo di dolore, di solitudine, di paura, di totale abbandono e tanto bisogno di perdono. Il comitato Paul Rougeau ha creato il contatto con Fernando (carcere San Quentin in California), Melissa in Texas, David  e Thomas in Florida. Ne è nata un’amicizia  sincera. Le attività di Educazione ai diritti umani sono lo strumento principale attraverso cui promuove la conoscenza e l’adesione, responsabile e attiva, ai valori contenuti nella Dichiarazione universale e negli altri strumenti internazionali in materia di diritti umani.L’Educazione ai diritti umani non è una semplice trasmissione di informazioni e conoscenze su questi argomenti. Il suo scopo principale è quello di far prendere coscienza a ciascuno della propria dignità di essere umano, portatore, come tale, di diritti. Deve educare la persona ad assumere opinioni, atteggiamenti e comportamenti che conducono a rispettare se stesso e gli altri, in ogni circostanza e condizione in quanto anch’essi esseri umani, a prescindere da qualsiasi distinzione.Deve formare i giovani (bambini e adolescenti) alla consapevolezza che: Tutti gli esseri umani nascono liberi in dignità e diritti. Fernando, morto il 28 gennaio 2017,  raccontava le difficili condizioni di vita: aveva freddo, la cella era di due metri e gli era concesso di uscire in cortile una volta a settimana per due ore, dice in una lettera: “ Nessuno ha mai detto ti perdono”. Molti di loro hanno alle spalle storie di emigrazione o di dipendenza dall’alcol, dalla droga; c’è anche chi viveva per strada. La condizione di povertà e di miseria impediscono una valida difesa. Con il tempo, hanno perduto i legami del passato.Thomas confessa che “nel braccio della morte c’è infinita tristezza, solitudini, stress, rabbia e senso di impotenza. Alcuni riescono ad adattarsi perché hanno forza di volontà, altri non riescono ad adattarsi e soccombono alla disperazione, si suicidano. Anch’io una volta presi in considerazione una simile via di fuga e di sollievo, ma poi qualcosa o qualcuno mi fece cambiare idea e mi permise di andare avanti”. Fernando, prima di morire ha scritto “Non smettere mai di sognare  Arrendersi alla disperazione equivale a sdraiarsi e lasciarsi morire. Non importa chi sei o dove sei, troverai sempre qualcuno che ti porgerà una mano o che ti ascolterà con calma. Nella speranza rinascono spirito ed energia. Se un condannato a morte può sorridere pur guardando la morte, a maggior ragione tutti voi nel mondo libero potete iniziare ogni giorno con un sorriso!Non smettere mai di sognare!” Il presente lavoro nasce dalla prospettiva secondo cui occuparsi di pena di morte non possa ridursi, soprattutto in ambito educativo, a semplici elenchi di dati o descrizioni di brutture e sofferenze, ma debba significare, prima di ogni altra cosa, parlare dell’essere umano, di ciò che è stato e di ciò che l’essere umano del presente e del futuro è chiamato ad essere. Se, da una parte, esso rappresenta (e non potrebbe, d’altronde, essere altrimenti) uno sconvolgente viaggio negli abissi degli errori e degli orrori, dall’altra parte rappresenta anche un’indagine sulla natura umana, volto ad individuarne confini e scoprirne facce poco note o, addirittura, sconosciute. Esso perciò nasce e si sviluppa come una sorta di grande viaggio indirizzato, prima di tutto, a scoprire chi è davvero l’essere umano.

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