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Roulette e casinò: alla ricerca della mezz’ora fortunata

Pare che una delle prime roulette simile a quelle con cui giochiamo oggi sia stata ad opera del filosofo e matematico francese Blaise Pascal. Un amico viaggiatore gli avrebbe fatto dono di una ruota della fortuna cinese che egli avrebbe posto in orizzontale e modificato in modo piuttosto simile a come appare oggi il gioco. Siamo a metà del XVII secolo.

Pascal comincia a studiare le combinazioni di questa ruota e le probabilità legate all’uscita di ciascun numero, uno studio empirico che porterà alla stesure di “Le proprietà cicliche delle combinazioni nel calcolo delle probabilità”, un testo base per chi utilizza un approccio scientifico nel gioco d’azzardo.

Più tardi il fisico Albert Einstein si aggiungerà al lungo novero di studiosi che si lasceranno incuriosire dall’enigmaticità della ruota e tenteranno di decifrarne il miglior metodo di approccio. Anche Einstein capitolerà di fronte alla conclusione che la roulette è un gioco senza scampo e sintetizzerà il suo pensiero nella formula “nessuno può vincere alla roulette, a meno che non rubi i soldi dal tavolo quando il croupier non sta guardando”.

Quello che vogliono dire questi aneddoti è che non esiste una tattica remunerativa al 100% nel gioco della roulette (e nell’azzardo in generale), a lungo andare le leggi matematica che governano la ruota daranno sempre ragione al banco. Quindi l’unica soluzione che si intravede è quella di giocare per periodi di tempo brevi per “fregare” la statistica.

Una mezz’ora fortunata

Partiamo dalla pratica per giungere alla teoria: il gioco va spacchettato in brevi sessioni da mezz’ora.

Prima di cominciare a giocare sistematicamente alla roulette dobbiamo stabile un budget mensile e dividerlo settimanalmente. A seconda della disponibilità stabilire ogni quanti giorni possiamo svolgere una sessione di gioco e dovremmo tenere conto (in un’agenda piuttosto che su un foglio di calcolo) di quanto spendiamo, quanto vinciamo o perdiamo, quanto giochiamo.

Tenere conto di tempo e soldi è fondamentale. Ancor più importante è non sforare mai i tetti massimi che ci siamo dati.

Giocare meno ci aiuterà a conservare le nostre vincite o limitare le nostre perdite. Ma perché, alla fine, il giocatore deve per forza perdere?

Soli davanti all’aleatorietà

In alcuni giochi esiste il concetto dell’aleatorietà, ovvero della non prevedibilità di turno in turno.

Essendo la roulette (francese) composta da 37 numeri, c’è una possibilità su 37 che esca lo zero. Ammettendo che esca, quante possibilità ci sono che al turno successivo possa uscire nuovamente lo zero? Ecco, sempre 1 su 37.

La scommessa non è sull’uscita per due volte consecutive dello zero, che sarebbe 1 su (37)2 quindi 1 su 1369, ma su quel singolo tiro che presenta sempre le stesse probabilità e non è influenzato dalle sequenze precedenti (pensiero tipico della fallacia dello scommettitore).

Legge dei grandi numeri

Chiaramente l’aleatorietà non esclude la statistica. La probabilità di uscita dello zero è una su 37, questa è una probabilità teorica che si avvicinerà alla sua concretizzazione pratica man mano che aumenteranno i tiri.

Significa che potenzialmente lo zero potrebbe uscire anche 7 volte consecutive, ma su 1 milione di tiri è verosimile che in media uscirà una volta ogni 37.

Pensiamo alle puntate semplici: nero/rosso, pari/dispari, numeri alti/numeri bassi. Sono tutte giocate che raddoppiano la posta in caso di vincita e se non ci fosse lo zero avrebbero tutte il 50% di possibilità di uscita per ogni turno di gioco.

Quindi su un milione di giocate dovrebbero uscire mezzo milione di neri e mezzo milione di rossi. Così facendo il banco potrebbe anche perdere, ma per sua fortuna sulla ruota c’è anche lo zero.

La fortuna del banco

Nella roulette francese quando la pallina va sullo zero le puntate vengono congelate dal croupier, a meno che non si sia puntato sullo zero allora in quel caso si riceve una pagamento da 35 volte la posta.

A questo punto le puntate sono “en prison”, se ne può riscattare la metà subito oppure ritirare: se a questo giro si vince il croupier restituisce i soldi giocati in precedenza (senza pagare alcuna vincita),  se si perde i soldi giocati in precedenza passano al banco. Quindi è evidente che lo zero verde giochi a favore del banco.

La probabilità che esca lo zero è al 2,72%, quella delle scommesse semplici è del 48,64%. Quindi le probabilità che il giocatore (facendo una scommessa semplice) vinca sono del 48,64% contro il 51,36% del banco.

Questi 3 punti scarsi di percentuale assicurano al banco una vittoria sulla lunga distanza, ma nulla toglie che il giocatore possa raddoppiare 10 volte consecutive sul nero e questo esca per 10 volte. Ecco perché è meglio tentare la fortuna per un breve periodo di tempo, prima che questa soccomba all’inesorabile legge statistica.

Scegliere una roulette adatta

È evidente che con la roulette americana, che ha 38 numeri comprendenti un doppio zero, le probabilità del banco si alzano sensibilmente e quindi il gioco diventa ancora più sconveniente. Però questa differenza così netta, che normalmente porterebbe ad una scelta obbligata verso il classico francese, sul web, grazie all’enorme scelta che troviamo sulle library degli operatori di gicoo online, viene molto attenuata.

Online troviamo roulette classiche, roulette americane ma con la regola dell’en prison, roulette live che sono gestite da croupier in carne e ossa, roulette che abbinano alle regole normali dei bonus game (quindi molto simili alle slot), roulette dove il doppio zero è un diamante che moltiplica 99 volte la posta. Insomma, online c’è tutto, compresa la possibilità di scegliere quello che pensiamo sia meglio per il nostro gioco e anche, perché no, la possibilità di cambiare di volta in volta.

L’unica cosa sicura è che con un account online potremmo gestire anche con più semplicità il discorso tempo/budget, usufruire dei sistemi di autocontrollo offerti dalle aziende del gambling e accedere a tutta una serie di bonus e promozioni, il tutto in un ambiente di gioco sicuro e certificato (cercare sempre il logo ADM!).

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