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Copertura da esterni: la pergotenda è l’ibridazione perfetta per risolvere il problema costi e permessi

La preparazione alla bella stagione è ormai cominciata, le stagioni non solo si inseguono freneticamente ma (ahinoi!) cominciamo a mischiarsi tra loro in un susseguirsi disordinato di belle giornate e forti burrasche.  Meglio prevenire insomma, cominciare a pensare all’estate che, in qualche modo, fa anche bene allo spirito.

No, non stiamo parlando di comprare la crema abbronzante oppure prenotare le vacanze, anche se magari sarebbe il tempo giusto di fare anche quello, bensì di non farci trovare impreparati al grande caldo. Condizionatori, deumidificatori, ventilatori, l’arsenale è vario ma per fortuna c’è anche chi può contare su uno spazio esterno alla propria abitazione, magari un terrazzo piuttosto che un giardino.

A questa fortuna, inestimabile nel caso delle grandi città, corrisponde un onere: costruire una zona d’ombra adatta. Se non vogliamo che il nostro spazio all’aria aperta diventi un forno nei mesi più caldi, dobbiamo scegliere la soluzione che meglio si sposa con le nostre possibilità e le nostre necessità. Bisogna considerare le finanze di cui disponiamo, lo spazio in cui vogliamo procedere all’installazione, la longevità della soluzione che stiamo cercando.

Quale struttura scegliere per fare ombra all’esterno?

Ogni giardino ha la tettoia ideale, ma può andar bene anche un gazebo o una pergotenda. Certamente una veranda avrà una resistenza nel tempo considerevolmente maggiore rispetto ad una vela ombreggiante, d’altro canto la differenza di prezzo e la complessità dell’installazione è piuttosto notevole. Andiamo a vedere quali sono i fattori da tenere in considerazione e come ci possono orientare nella scelta della struttura che fa più al caso nostro.

Quanti soldi ci vogliono?

Senza soldi non si cantano messe, si sa. Più una struttura è solida e resistente, più questa è alta nel prezzo, non c’è dubbio. Ma è pur vero che una struttura fissa necessita di permessi dal punto di vista edilizio, altro fattore decisamente discriminante.

Se abbiamo a disposizione un terrazzo condominiali o comunque uno spazio non particolarmente ampio è meglio provvedere a creare ombra con una pergotenda o una veranda, le vele ombreggianti fanno la loro figura invece in giardini e spazi di più ampio respiro dove vanno a creare degli spazi freschi senza rinunciare ad una soluzione di design. Spazio e soldi vanno quindi a braccetto nella scelta della giusta copertura.

I permessi servono per le strutture ancorate

Una parentesi a parte meritano i permessi necessari per poter procedere all’installazione, ovviamente a norma di legge, di alcune tra le strutture citate. Le verande ad esempio devono essere autorizzate a meno che non siano prive di elementi di ancoraggio, un distinguo che può avere delle variazioni da comune a comune, quindi sempre meglio controllare prima.

Molto più versatili da questo punto di vista sono le vele ombreggianti che non hanno bisogno di alcun permesso essendo considerati dei semplici elementi di arredo da esterni. Eppure questa versatilità abbinata ad un’estetica accattivante e questo stile quasi nautico hanno spinto molot su l’economia di questo prodotto.

L’ibridazione ideale tra l’ombra che offre la veranda e la praticità della vela è idealmente la pergotenda: leggera, non ancorata, disponibile in svariati materiali: metallo o legno con la copertura in tela, pellicola o stuoie in fibre vegetali. Il bello è che la pergotenda sembra a prima vista una struttura per la quale si fa richiesta di un permesso, ma ai sensi di legge non è affatto così.

Cosa dice la legge

La grossa discriminante è questa: la pergotenda è una struttura leggera e amovibile, priva di opere murarie e pareti chiuse. Gli elementi che la compongono sono assemblati tra loro, possono essere rimossi tramite smontaggio e non demolizione.

Prendiamo la sentenza n° 306 / 2017 con la quale il Consiglio di Stato ha data ragione a una ricorrente contro una sentenza del TAR che prevedeva la demolizione di una pergotenda installata nella sua proprietà in provincia di Salerno. Tramite perizie che hanno appurato la mobilità della struttura e la presenza di chiusure verticali in plastica trasparente il Consiglio ha deciso di non autorizzare la demolizione.

Certo capire cosa rientra nella definizione di pergotenda non è affare semplicissimo, si pensi addirittura che queste strutture hanno un indice di resistenza sismica e quindi assomigliano di gran lunga per solidità e resistenza alle verande. Ma un’altra sentenza ha specificato ulteriormente quale sia il vero elemento discriminante: la possibilità di rimuovere agevolmente la struttura. Questa seconda sentenza fa riferimento ad un bar di Pomezia che ha dovuto togliere la propria pergotenda visto che la stessa era stata fissata alla strada, a quel punto la struttura ha cambiato configurazione legale e il proprietario ha dovuto fare richiesta del permesso per poterla tenere.

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