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TEANO – Foscolo, Cortellessa presenta il suo libro sull’anoressia: dalla discesa nell’inferno alla risalita alla vita

TEANO – Domani, sabato 12 gennaio, all’ISISS “Foscolo” di Teano, a partire dalle ore 9.30, sarà presentato a tutti gli alunni del Liceo, il libro “Come nuvole all’orizzonte” di Irene Cortellessa.  Il libro di Irene, ex alunna del Foscolo, diplomata con 100 alla maturità ed ora Scrittrice, affronta  temi importanti che fanno riflettere sul valore della vita ed è sorprendente constatare come una ragazza di soli 21 anni, sia riuscita ad affrontare gli ostacoli della vita con tanto coraggio e a fare delle propria esperienza un qualcosa di costruttivo.  Il libro  è un esempio di vita per tutti.  “ Solo ora, spiega Irene nel libro, mi rendo conto di come la malattia, così come le sofferenze ed i dolori, le paure e le angosce, altro non sono che nuvole all’orizzonte: fugaci e passeggere incombenze della vita, la cui oscurità non elude la pienezza della gioia, ma la sovrasta per un tempo troppo breve per poterne cancellare la sontuosità”. In questo romanzo autobiografico Irene racconta la sua discesa nell’ inferno dell’anoressia (un viaggio dantesco, popolato di demoni, paure e ossessioni che travolgono la sua fragilità) e la risalita grazie alla sua straordinaria forza di volontà e a quanti le sono stati vicini. Pagine difficili da comprendere fino in fondo e che solo chi le ha vissute direttamente sulla propria pelle può spiegare. L’anoressia, infatti, è una fame d’amore che distrugge le donne. In Italia più di 3 milioni di donne soffrono di disturbi alimentari, un numero in costante aumento. Nell’85% dei casi si tratta di adolescenti e bambine. L’anoressia rappresenta la prima causa di morte tra le giovani e il libro di Irene Cortellessa ce lo ricorda,  in un modo delicatissimo e bello. Come ce lo hanno ricordato qualche anno fa  Fabiola De Clercq, con il libro “Donne invisibili”  e i registi Matteo Garrone e Marco Pozzi con i film “Primo amore” e “Maledimiele” che ci hanno raccontato la triste storia di Sara. Quella di Irene invece, è una bella storia. Irene a 19 anni non mangia (quasi) più. Vuole essere leggera, fino a sparire. Entra nell’inferno dell’anoressia ma dopo pochi anni  ne esce vittoriosa e decide di raccontare la sua storia ai giovani,  guardando il mondo con i suoi occhi di oggi. Un racconto che ci interroga, ci colpisce; un racconto che è una protesta, ed una volontà di comunicare agli altri la propria storia che esprime una disperata fame d’amore. “L’anoressia” infatti, scrive la fondatrice e presidentessa dell’associazione FIDA, Fabiola De Clercq, nel suo libro, è il sintomo di una sofferenza. Di solito tutto comincia con una normale dieta dimagrante. Con l’intenzione, apparentemente innocua, di migliorare la propria immagine. Poi però comincia il calcolo ossessivo delle calorie e il controllo spasmodico del peso. Con l’illusione che cambiando il proprio corpo,  cambi anche la propria vita. Ma non è così. Di qui l’ultimo messaggio di questo bel libro: dalla malattia si può guarire, l’importante è non arrendersi mai, perché la felicità è nelle piccole cose. Come dice Alessandra Amoroso in una sua canzone: bisogna andare avanti comunque anche quando ci si sente morire.

 

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