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Caserta – Zingaretti al Vanvitelli: “non voglio il partito del leader ma un partito con il leader”

Caserta (di Armando Cappelli) – Sala più che gremita all’hotel Vanvitelli per l’arrivo di Zingaretti. Purtroppo è stata una scelta infelice quella di una sala non in grado di ospitare i tantissimi democratici e democratiche casertani arrivati per ascoltare il candidato alla segreteria del Pd, il governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti. La gente era ammassata anche nei corridoi per ascoltare il segretario democrat nazionale in pectore. A moderare la serata l’ex segretario provinciale Dario Abbate. Prima di passare il microfono a Zingaretti ci sono stati alcuni interventi tra cui quella del consigliere regionale Gennaro Oliviero che ha sottolineato: “con Zingaretti partiamo per dare al Paese una posizione sicura con un centrosinistra che parte per la gente e tra la gente”. Il governatore del Lazio ha iniziato l’intervento menzionando il suo slogan “piazza grande” specificando che manca il simbolo del Pd per dimostrare che si va verso il cambiamento: “dopo la sconfitta di marzo abbiamo inteso partire con il piede giusto, in una piazza grande”. Zingaretti parla degli sbagli fatti dal suo partito in questi anni, errori che hanno portato ad una sconfitta quasi annunciata: “uno dei problemi avuti nel nostro partito è lo spettacolo troppe volte dato all’Italia, quello litigioso e senza un discutere reale, dobbiamo riprendere la passione di una dimensione collettiva della politica. Dove c’è meno rabbia e più passione, meno insulti e più idee. Non voglio un partito del leader ma un partito con il leader”. Una chiara stoccata all’ex segretario nazionale Matteo Renzi. Zingaretti parla di come cambiare il Pd per essere l’alternativa al governo attuale: “dobbiamo farci una domanda che ci fa male: perché gli italiani hanno scelto loro e non noi?”. Una sorta di mea culpa che ha infuocato la platea convinta di poter invertire la marcia di un partito democratico che ha perso, in questi anni, una fetta cospicua di elettorato. Il candidato segretario nazionale ha evidenziato i danni che sta facendo questo governo: “stanno costruendo l’imbroglio, bloccando lo sviluppo del Paese. Sono ossessionati con i selfie perché hanno paura”. Infine conclude: “Voglio un congresso che diventi una grande mobilitazione popolare. La riscossa del 3 marzo sarà l’alternativa al nuovo governo. Dobbiamo starci per lottare per un Paese migliore. Abbiamo un posto nella storia e dobbiamo anche chiedere scusa”.

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