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Sessa Aurunca – Il gonfalone del Comune arriva ad Assisi e il Sindaco Proietti ricorda il miracolo di San Francesco a Sessa

Sessa Aurunca (di Giovanna Cestrone) – Il Gonfalone del Comune di Sessa Aurunca arriva ad Assisi, accompagnato dal Sindaco Silvio Sasso e alcuni rappresentati del Consiglio Comunale e della Giunta, in occasione della festa di San Francesco, Patrono d’Italia e dei Comuni Italiani. Ogni anno viene scelta una regione, chiamata ad assistere all’accensione della lampada sulla tomba del Santo e donare l’olio che servirà ad alimentarne la fiamma. Quest’anno è toccato alla Campania e il Comune di Sessa non ha fatto mancare la sua presenza. Nel saluto di benvenuto che il Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, ha rivolto al Primo Cittadino Silvio Sasso, ha ricordato ciò che lega indissolubilmente le due città, menzionando il dipinto presente al lato dell’altare della Basilica Inferiore, realizzato da Giotto e raffigurante un miracolo fatto da San Francesco durante il suo soggiorno a Sessa Aurunca, nel 1222 circa. Del Comune Campano e del miracolo lì avvenuto, se ne parla anche nel periodico dedicato al Santo di Assisi. I rappresentanti dell’Amministrazione Comunale aurunca, dopo l’emozionante discorso del Sindaco Proietti, non escludono l’ipotesi di un possibile gemellaggio tra la città di Sessa e la città di Assisi. “In viaggio verso Assisi con la nostra Terra in evidenza. Il Miracolo di Sessa – l’affresco realizzato da Giotto nella Basilica Inferiore di Assisi – messo in rilievo nel Numero Speciale del periodico ‘San Francesco Patrono d’Italia’ in occasione della Donazione dell’Olio dei Comuni Campani. Il capolavoro di Giotto del 1313 raffigura il miracolo compiuto nel nome di San Francesco a Sessa Aurunca con la resurrezione di un giovinetto morto nel crollo della sua casa che la tradizione vuole in via San Germano o presso l’attuale Chiesa di San Carlo Borromeo” afferma il Sindaco Sasso in una sua dichiarazione. È riportata di seguito, la breve storia del miracolo di San Francesco avvenuto a Sessa. San Bonaventura racconta come nella stessa città, in un quartiere denominato «Alle Colonne», una casa crollò improvvisamente, travolgendo un giovane e uccidendolo sul colpo. Uomini e donne, accorrendo da ogni parte al rumore del crollo, rimossero le travi e portarono il corpo del figlio morto alla madre. Ma l’infelice, tra amarissimi singhiozzi, così come poteva, con voce di dolore gridava: «San Francesco, san Francesco, rendimi il figlio mio! O San Francesco, rendi a questa sventurata il suo caro figlio, ed io cingerò il tuo altare con un filato di argento, lo coprirò con una tovaglia nuova, e circonderò di candele tutta la tua chiesa!». Ed ecco, verso l’ora di mezzanotte, il giovane incominciò a sbadigliare, sentì rifluire il calore nelle membra e si rialzò, vivo e sano, prorompendo in esclamazioni di lode e incitando anche il clero là convenuto e il popolo tutto a lodare e ringraziare con letizia Dio e il beato Francesco.

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