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Immigrazione – Le vere ragioni dell’esodo. Tante le nostre colpe: rubiamo loro la terra e poi speriamo affoghino in mare

Immigrazione – Le ragioni dell’esodo per cui milioni di africani arrivano in Europa sono ben diverse da quelle che ogni giorno i canali dell’informazione fanno passare. La verità è cruda ma semplice: i paesi ricchi stanno togliendo agli africani anche la terra, la loro terra, le loro case, i loro villaggi.
In Africa parecchie società italiane si sono date da fare: il gruppo Tozzi possiede 50 mila ettari, altrettanti la Nuova Iniziativa Industriale. 26 mila ettari sono della Senathonol, una joint-venture italosenegalese controllata al 51 per cento da un gruppo italiano. Le rose sulle nostre tavole, e quelle che distribuiscono i migranti a mazzetti, vengono dall’Etiopia e si riversano nel mondo intero. Belle e profumate, rosse o bianche. Recise a braccia. Lavoratori diligenti, disponibili a infilarsi nelle serre anche con quaranta gradi. E pure fortunati perchè hanno un lavoro. Il loro salario? Sessanta centesimi al giorno.
Bisogna assolutamente spiegare una cosa molto semplice relativa alla domanda che molta gente (sicuramente in buona fede) si pone: “Come mai spendiamo 38 euro al giorno per ospitare un migrante se con poco meno di 5 euro al giorno potremmo renderlo felice e sazio a casa sua?.
Quindi perchè non li aiutiamo a casa loro?
E questo il punto dolente: casa loro?  
Casa loro non c’è più perchè è in vendita e sta divenendo la nostra. Così, ad esempio, il Madagascar ha ceduto alla Corea del Sud la metà dei suoi terreni coltivabili, circa un milione e trecentomila ettari. La Cina ha preso in leasing tre milioni di ettari dall’Ucraina: gli serve il suo grano. In Tanzania acquistati da un emiro 400mila ettari per diritti esclusivi di caccia. L’emiro, poi, li ha fatti recintare e poi ha spedito i militari per impedire che le tribù Masai sconfinassero in cerca di pascoli per i loro animali.
E gli etiopi che arrivano a Lampedusa – quelli che Salvini considera disgraziati di serie B, non accreditabili come rifugiati – giungono dalla bassa valle dell’Omo, l’area oggetto di un piano di sfruttamento intensivo da parte di capitali stranieri che ha determinato l’evacuazione di circa duecentomila indigeni. E tra i capitali stranieri molta moneta, circa duecento milioni di euro, è di Roma. Il governo autoritario etiope, che rastrella e deporta, è l’interlocutore privilegiato della nostra diplomazia che sostiene e finanzia piani pluriennali di sviluppo. Uno sviluppo che non riguarda i popoli indigeni, sicuramente.
In Uganda 22mila persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per far posto alle attività di una società che commercia legname, l’inglese New Forest Company. Aveva comprato tutto: terreni e villaggi.
In Africa i titoli di proprietà non esistono (la percentuale degli atti certi rogitati varia dal 2 al 10 per cento). Si vende a corpo e si vende con tutto dentro. Vende anche chi non è proprietario. Meglio: vende il governo a nome di tutti. Case, villaggi, pascoli, acqua se c’è.
Il costo? Dai due ai dieci dollari ad ettaro, quanto due chili d’uva e uno di melanzane al mercato di una grande città.
I Paesi ricchi chiedono cibo e biocombustibili ai paesi poveri. In cambio di una mancia comprano ogni cosa. Montagne e colline, pianure, laghi e città. Sono circa cinquanta i Paesi venditori, una dozzina i Paesi compratori, un migliaio i capitali privati (fondi di investimento, di pensione, di rischio) che fanno affari.
Dove non arriva il capitale pulito si presenta quello sporco. La cosiddetta agromafia. Sempre laggiù, nascosti dai nostri occhi e dai nostri cuori, si sversano i rifiuti tossici che l’Occidente non può smaltire.
(tratto da una ricerca di Antonello Caporale)

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    un commento

    1. La realta’e’dura da accettare ed e’ piu’ facile parlare per ” sentire il rumore della voce” che cercare di capire ed ammettere lo sfruttamente che da sempre, in nome di quello che piu’ ci conviene ” usare come alibi ” ( motivi religiosi, necessita’ di esportare democrazia e benessere da pseudo benefattori delle anime e dei corpi)
      In verita’ i poveri, i diseredati, gli oppressi ed i poco acculturati , i ” diversi”, conviene siano conservati nella loro condizione per poter essere ” comprati o venduti” per quattro denari, cosi’ come qualche ipocrita cristiano dovrebbe ben sapere.

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