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Sessa Aurunca – “Omissis 01, la vera storia di Rosa Amato”: domani la presentazione del libro di Capecelatro

Sessa Aurunca (di Giovanna Cestrone) – Sarà presentato domani 18 Maggio, alle ore 10.00, presso l’Istituto “Taddeo Da Sessa”, il libro di Fabrizio Capecelatro “Omissis 01, La vera storia di Rosa Amato, camorrista per vendetta, pentita per amore”, Tralerighe editore. Alla presentazione, organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Cellole e dal suo Presidente Pietro Lissa, interverranno il giornalista e autore del libro, Fabrizio Capecelatro, il Comandante della Compagnia CC di Sessa Aurunca, Capitano Giuseppe Fedele, il dirigente del Commissariato della PS di Sessa Aurunca, Mario Russo, il Procuratore Aggiunto di Benevento, Giovanni Conzo, e la Dirigente Scolastica, Giuseppina Zannini. Durante l’evento, sarà proiettata la puntata dedicata a Rosa Amato della serie tv “Camorriste”. Nel libro Omissis 01, lo scrittore Capecelatro racconta, dalla sua diretta testimonianza, la storia di Rosa Amato, studentessa di giurisprudenza che voleva diventare avvocato, la cui vita è cambiata in una notte. Il 19 marzo 1999 suo fratello Carlo, appena ventunenne, viene ucciso durante una rissa in discoteca, a Santa Maria Capua Vetere. I responsabili di quell’omicidio non sono mai stati individuati: nessun testimone, nemmeno i suoi amici, sono disposti a raccontare. Tutti hanno paura dei “Casalesi”. L’unica certezza, infatti, è che in quella discoteca c’era anche il figlio di Francesco Schiavone, “Sandokan”, il capo assoluto del clan dei Casalesi. La famiglia di Rosa cerca giustizia, inutilmente. E quando la giustizia latita, resta spazio solo per la rassegnazione. O per la vendetta. È così che gli Amato decidono di giocare sullo stesso terreno. Con l’obiettivo di contrastare una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo nasce il clan Amato. E da quel momento Rosa diventa una camorrista. L’organizzazione cresce, diventa sempre più forte e temuta. Ma nel 2009 scattano gli arresti: prima il padre, poi Rosa e sua madre. Trasferita da un carcere all’altro, allontanata dalla figlia di pochi anni, Rosa rivede con dolore e lucidità la sua storia e le sue scelte. E alla fine decide di collaborare con la giustizia. Quella di Rosa Amato è una storia di omertà. Dell’omertà che uccide più delle pistole. È una storia di violenza, di inutile violenza. Di una violenza che ha generato soltanto altra violenza. È una storia che dimostra come la criminalità organizzata possa entrare, da un momento all’altro, nella vita di ciascuno e cambiarla, fino a distruggerla.

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