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Calvi Risorta / Sparanise – Onoranze funebri, troppe irregolarità: la guerra fra concorrenti (non sempre leali) arriva in Procura

Calvi Risorta / Sparanise – Con una precisa e dettagliata denuncia – inoltrata alla Procura della Repubblica, alle Fiamme Gialle di Capua, al muncipio di Calvi Risorta e al sindaco del centro caleno – una delle numerose imprese che operano nel settore del caro estinto, intende fare piena luce su una serie di aspetti poco chiari che  si innestano nella vicenda. L’impresa si è rivolta al proprio legale di fiducia che a sua volta ha preparato la denuncia con speranza di ottenere chiare risposte in merito alla presunta “concorrenza sleale” tra le imprese delle pompe funebri locali  per la gestione dei funerali. Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa M.C.V. sono state presentate “esposti-denunce” in relazione a delle “strane” pratiche che verrebbero usate per gestire i funerali con metodi, “sembrerebbe“, che creano concorrenza sleale. Sembrerebbe che non vengano rispettati i diritti di equità e concorrenza che le leggi nazionali, regionali e locali, insieme ai vari regolamenti sulla materia, non sono rispettate . Le imprese di pompe funebri a Sparanise e Calvi Risorta (almeno in parvenza) sono sei. Dai dati raccolti, nei Comuni di Sparanise e Calvi Risorta nell’anno 2017 si sono registrati circa 130 decessi. Qualcuna delle ditte, secondo il denunciante, utilizza metodi “singolari” per accaparrarsi il servizio con largo anticipo rispetto al decesso. Inoltre, si legge nella denuncia, qualche impresa operante non avrebbe tutti i requisiti previsti dalla Legge Regionale Campania. Ma la cosa ancora più grave è che gli organi di controllo preposti e gli uffici amministrativi comunali seppur conoscendo i fatti non agirebbero. Se tutte le accuse formulate all’intero della denuncia dovessero trovare i giusti riscontri allora potrebbe evidenziarsi una ipotesi di concorso di responsabilità tra la Pubblica Amministrazione e l’impresa che non rispetta  precise disposizioni di legge e di regolamento che nella materia in questione tutelano, oltre che i cittadini, la concorrenza.  Insomma una storia tutta da definire sulla quale toccherà ora alla magistratura fare luce.

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