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Maria Rosa Lombardo e Anna De Simone

ROCCAROMANA – Consiglio comunale acceso, la lettera di un cittadino

ROCCAROMANA – Consiglio comunale acceso, un cittadino scrive al nostro giornale:

“Nella Sala Consiliare di via Municipio si è svolto un animato consiglio comunale con all’ordine del giorno l’approvazione del piano Tari, le aliquote dei tributi comunali per l’anno 2018,  il D.U.P.e il bilancio di previsione 2018/2020.  Ho voluto essere presente alla seduta del consiglio comunale, pensando di incontrarvi  qualcuno dei tanti “lamentanti occulti” che affollano il mio messenger con segnalazioni varie. Pia illusione! L’aula del Consiglio era deserta. Lo “scarno” consiglio, deprivato dalla presenza dei cittadini, si è cimentato nella “Giostra” dell’agone politico, piroettando tra chiarimenti e votazioni. In ogni caso, uno spettacolo interessante di politica, divertente, informativo e formativo,  che sicuramente avrebbe meritato almeno i venticinque “lettori” di manzoniana memoria. Sul quel palcoscenico della politica cittadina, l’amministrazione che ha tanto decantato  principi di trasparenza e democrazia si è trovata a dover rispondere a tutta una serie di rilievi mossi dall’opposizione, dove di fatto trasparenza e democrazia non erano certamente la cartina di tornasole dell’operato amministrativo. In alcuni momenti è sembrato, quasi, che l’amministrazione, ritenendosi depositaria della verità normativa, benignamente si concedesse pazientemente ad ascoltare le “estenuanti critiche” rivolte al suo operato, con la supponenza che esse erano non altro che smaniose manifestazioni dell’intollerante opposizione. La segretaria verbalizzante, in certi momenti, è apparsa persino infastidita dalle richieste, a più riprese avanzate dagli scanni dell’opposizione, di procedere alla verbalizzazione dei rilievi mossi e delle relative risposte ad essi fornite. La prima parte del Coniglio è stata  portata avanti all’insegna di un’apparente “entente cordiale” e di una predicata trasparenza. Nella discussione iniziale, da parte del Presidente del Consiglio, sono stati forniti chiarimenti sul servizio di raccolta rifiuti affidato alla società DHI, chiarimenti, non sempre coerenti,  che non hanno convinto l’opposizione che ha evidenziato alcune stranezze relativamente al contratto e al servizio. I consiglieri di opposizione hanno evidenziato, in particolare, la stranezza della lungaggine dei tempi trascorsi dall’aggiudicazione della gara e la mancata firma del contratto. Essi hanno chiesto, in particolare, come mai l’amministrazione non avesse proceduto alla revoca dell’assegnazione del servizio alla DHI, dopo l’intervenuta interdittiva antimafia. Il chiarimento fornito dal sindaco, che la sussistenza ancora  dell’assegnazione provvisoria del servizio alla ditta DHI, sia supportata da un’indicazione operativa data all’amministrazione dai commissari prefettizi e a cui l’amministrazione si sarebbe attenuta, ha lasciato perplessi i consiglieri dell’opposizione. Tanto più che nessun documento ufficiale di tale indicazione prefettizia parrebbe sia stato ufficialmente acquisito,  rimandando alla competenza dell’ufficio la ricerca dell’eventuale documentazione formale da fornire ai consiglieri richiedenti. A questo punto la seduta si è animata per la richiesta della consigliera Lombardo di verbalizzare le risposte fornite ai rilievi mossi. Un’annosa polemica battaglia circa la verbalizzazione che ha scaldato gli animi. Dai banchi dell’opposizione si è rivendicato il diritto legittimo a che fossero riportati a verbale interventi e relative risposte. Dall’altro lato abbiamo registrato  l’ affermazione, poi ridimensionata dal sindaco, con la quale la segretaria verbalizzante riteneva di non procedere a verbalizzare le risposte del sindaco qualora questi non avesse esplicitamente richiesto tale verbalizzazione. Appare chiaro che il diritto alla verbalizzazione trova pieno sostegno nelle norme e che è un sacrosanto diritto pretendere che venga effettuata. Dopo le delibere del piano T.A.R.I. e dei tributi comunali (IMU-TASI-ADDIZ.IRPEF) 2018, il clima si è riscaldato nuovamente per  i rilievi mossi dall’opposizione sul  D.U.P. rilievi che hanno evidenziato come il Documento Unico di Programmazione sia stato portato al Consiglio  privo della relazione obbligatoria del collegio dei revisori, che a dire della minoranza non era presente fra gli atti dovuti ai consiglieri. Veniva sottolineato come, a tal proposito, la legge preveda che il D.U.P. approvato dalla Giunta debba essere presentato al Consiglio corredato dalla relazione dei revisori, clima teso che si è protratto anche nella discussione sul bilancio di previsione per il triennio 2018-2020, ultimo punto all’ordine del giorno”.

di Alfredo Pappalardo
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