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ROCCAMONFINA – Risultati elezioni politiche: il segretario del PD Cestrone fa il punto della situazione

ROCCAMONFINA (di Antonio Migliozzi) – Michele Cestrone, consigliere di minoranza e segretario cittadino del Partito Democratico, ha voluto stilare una analisi del voto in riguardo alle ultime votazioni politiche rivolte in particolar modo all’amministrazione comunale. “I risultati elettorali di domenica scorsa ci hanno messo di fronte ad una evidenza incontrovertibile: il Partito democratico, in questi anni, ha commesso degli errori. E’ stato il partito che ha guidato in questi cinque anni, e nonostante siano stati adottati anche provvedimenti legislativi positivi ed importanti, i cittadini hanno fatto una scelta molto chiara: E’ un ennesimo richiamo: ci sono persone in difficoltà, famiglie senza prospettiva, giovani che lasciano il Meridione e l’Italia….. A livello locale, in linea con la nostra visione e con i valori del partito a cui abbiamo aderito (altrimenti avremmo sottoscritto la tessera di un altro partito), abbiamo naturalmente sostenuto il PD sia alla Camera che al Senato, fornendo il nostro appoggio ai candidati della coalizione del nostro Colelgio, Rosa Abate e Gennaro Oliviero, che tanto si è impegnato per la nostra terra. Abbiamo perso. E lo riconosciamo. Riconosciamo la sconfitta nel rispetto della democrazia. Ma il nostro dovere, anche morale, non è solo riconoscere una sconfitta. Giacché riconoscerla significa anche rivendicare idee, progetti, valori, prescindendo dal concetto di vittoria e di sconfitta. Ad un partito si aderisce se si crede nei suoi valori fondamentali e nella sua visione della società. Perché una tessera non è un abbonamento per salire e scendere da un autobus o da una metropolitana. E’ un patto. E’ un’affermazione: io credo in questo e desidero impegnarmi per trasformarlo in realtà; voglio interpretare e raccogliere le istanze dei cittadini rispettando questi principi; voglio dedicare il mio tempo a contribuire, nelle mie possibilità, a costruire una società che si avvicini a questa visione. Ma è evidente oltre che legittimo che non tutti condividono questa linea di pensiero. Nel contesti attuale, la politica si è sostanzialmente allontanata da tutto ciò. Pare che la coerenza sia un disvalore piuttosto che un valore. Che bisogna dire tutto e il contrario di tutto per evitare di non piacere. Immaginando che ci osserva sia distratto e stupido. Noi del PD di Roccamonfina ci siamo riuniti domenica mattina, proprio come si fa in un partito. Ma riunirsi in caso di sconfitta è ancora più importante. Ma non tutti i componenti del Direttivo hanno partecipato. Tra questi, anche gli amministratori che oramai da due anni hanno sottoscritto la tessera del PD. Ed è stato amaro constatare che alcuni, in queste elezioni, hanno ammesso pubblicamente (soltanto dopo il voto) di aver sostenuto il PD alla Camera e partiti contrapposti al Senato. Dimostrando una discutibile coerenza politica. Mostrandosi poco fermi sulle idee. Appare perciò irriguardevole provare ad ingannare le persone dicendo che questo atteggiamento sdia dettato dal ‘bene del paese’. Perché a Roccamonfina bisogna pensarci in ogni caso in maniera lungimirante, senza lasciarsi influenzare dai risultati elettorali e provare a scansarsi in caso di sconfitta oppure appropriarsi del risultato in caso di vittoria. Non ci appartiene l’opportunismo. Non ci appartiene questo equilibrismo, che contribuisce solo ad alimentare apparenze. Non ci appartiene il populismo, questo tentativo di accattivarsi l’elettorato dicendo una cosa la mattina ed il suo contrario la sera. E’ legittimo cambiare idea. Ma bisognerebbe farlo in maniera a viso aperto e non tutti i giorni. Quest’altalena di pensieri non alimenta la credibilità della politica. L’auspicio è che giorno dopo giorno si ritorni a riscoprire la passione per la politica, la serietà nell’affrontare questioni sempre più complicate, la coerenza nelle battaglie e la lealtà sia verso gli avversari che verso i propri compagni di partito. Perché in ogni caso bisogna essere leali anche se la tessera del partito viene scambiata per un abbonamento dell’autobus. Si può salire e poi scendere dall’autobus, ma non è per nulla apprezzabile salire per poi scendere quando sembra che la benzina stia per finire”.

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