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Sessa Aurunca/San Carlo – Carnevale Sancarlese 2018: vanno in scena “I Mesi e Zeza”

Sessa Aurunca/San Carlo (di Giovanna Cestrone) – Tutto pronto per il Carnevale Sancarlese 2018, una manifestazione organizzata con impegno e dedizione dai “Giovani di San Carlo”. L’appuntamento è previsto per domani 11 Febbraio, alle ore 15.00, in piazza Orticello. Andranno in scena “I Mesi e Zeza”, due rappresentazioni sceniche e figurative, cantate in dialetto locale che affondano le proprie radici nel passato e per le quali abitanti comuni della frazione, vestono i panni degli attori. Come nella maggior parte delle tradizioni contadine, le parti sono affidate esclusivamente a persone di sesso maschile che interpretano anche i ruoli di personaggi femminili. Nella “Cantata dei Mesi”, i protagonisti principali sono semplici persone del posto che vestono i panni dei 12 mesi dell’anno. La loro presenza nella trama della “Zeza” sta a significare che, in epoche lontane, commedie del genere equivalevano a riti collegati con la rifondazione del ciclo annuale, un ritorno delle stagioni che puntualmente dovevano restituire agli contadini i propri doni. Ogni mese canta ed elogia, talvolta vanta, le proprie caratteristiche, i propri attributi. Al termine della cantata, tutti i personaggi iniziano a ballare una tarantella tipica, a cui si unisce una coppia di anziani stanchi e malandati a raffigurare l’anno appena trascorso che, con la festa di carnevale, deve scomparire definitivamente. La coppia di anziani indeboliti, pian piano deve cedere il posto a una coppia di giovani che avranno la forza di dare il via ad un nuovo ciclo annuale. L’anno vecchio viene ucciso e un nuovo anno prenderà il suo posto. Nella raffigurazione di Zeza, i protagonisti principali sono Zeza stessa, il marito Paccasecca, la sposa Vincenzina, lo sposo Don Nicola, studente in legge di origini calabresi, e il guastafeste Pulcinella. I figuranti, partendo dalla Piazza principale del paese, giungono presso la casa di Zeza per cantare la serenata alla futura sposa Vincenzina, che dopo un iniziale rifiuto da parte del padre Paccasecca, può finalmente prendere il matrimonio il suo amato Don Nicola. L’ostinazione di Zeza, il suo coraggio, la sua forza nel contrastare la volontà del marito, uniti all’amore profondo provato dai due giovani, fanno sì che finalmente Vincenzina e Don Nicola possano convolare a nozze. Nell’immaginario comune, i due sposi rappresentano le forze della natura e, più forte sarà la loro unione, più abbondante saranno i raccolti dell’anno che arriva. Dopo il matrimonio appena concluso tutti saranno invitati ad un banchetto allestito da Zeza. Anche i 12 mesi saranno tra gli ospiti e, tutti insieme, festeggeranno il lieto evento con dei balli tipici. Altra caratteristica fondamentale delle rappresentazioni, insieme al loro profondo aspetto simbolico, è lo spostamento del corteo in vari angoli suggestivi della frazione. Una manifestazione da non perdere, espressione di autentica tradizione locale e di cultura originale e genuina.

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