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Caserta – Matrimonio alla Reggia, statue calpestate: la foto della vergogna. Monumento in pericolo. La denuncia pubblica di Sgambato

CASERTA – Matrimonio alla Reggia, Felicori sul banco degli imputati. Una foto “smonta” tutte le chiacchiere e tutte le “moine” di elogio intorno ad una scelta che appare già distruttiva per il monumento Unesco. Una semplice foto mostra il pericolo che corre il monumento più bello del mondo. Una persona sale su uno delle statue (un leone) poste alla base della magnifica scalinata per sistemare i fiori dell’addobbo nuziale. Una vergogna assoluta. Non c’è dubbio. Ma davanti ai soldi, si sa, si possono chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e cucirsi la bocca. Per fortuna l’onorevole Camilla Sgambato ha deciso di denunciare pubblicamente lo sfregio pubblicando sul proprio profilo Facebook le foto della vergogna, e un commento molto chiaro sulla vicenda. La speranza è che la stessa Sgambato alzi l’attenzione sulla vicenda ponendo fine allo scempio.
“Matrimonio alla Reggia. Laicamente e senza pregiudizio alcuno. Lo giuro.  Mi sembrava buona l’idea di risorse economiche per il sito, derivanti da una festa che comunque sarebbe avvenuta in orario di chiusura e in sale dove negli anni già ci sono state cene e feste varie. E poi sono tutti d’accordo. Arrivano soldi. Queste feste si fanno di routine e si fanno all’estero. Servono a valorizzare i nostri beni culturali. Perfetto.  Poi, però, nel vedere le foto, ho cominciato ad avere qualche dubbio.
Prima considerazione:
Un matrimonio da favola o l’ostentazione cafona della ricchezza senza limiti? Centinaia di migliaia di euro spesi prima a Napoli, dove piazza Plebiscito è rimasta bloccata per ore e decine di macchinoni neri lucidi hanno invaso la zona. Poi ancora a Caserta, altro lusso sfrenato, altri addobbi luccicanti che hanno invaso prepotentemente uno scalone che non aveva certo bisogno dei fiori della Tailandia. Credo allora che forse sarebbe stato meglio risparmiare alla Reggia questo ruolo di testimonial nel mondo del kitsch senza ritegno, del lusso sbattuto in faccia al mondo, senza limiti, senza un minimo di sobrietà e di eleganza. Ed in questa fase economica da cui solo ora faticosamente sta uscendo il Paese, un matrimonio tra rampolli di petroliere nostrano e magnate argentino sarebbe stato meglio celebrarlo altrove.  Perché la bellezza e la cultura hanno un valore profondamente etico e democratico. E non può passare il messaggio che c’è chi può e chi non può. Non li’.
Seconda considerazione:
Non avrei voluto mai vedere la foto dell’allestitore che sale sui leoni dello scalone. Come faremo a dire ai bambini che non si fa? Anche questa foto farà il giro del mondo e dubito faremo bella figura.
Terza considerazione:
Assisteremo negli anni al fallimento di tutti quegli imprenditori che hanno investito in location importanti per cerimonie e che danno lavoro a migliaia di persone, se d’ora in avanti tutti vorranno sposarsi o celebrare i diciotto anni o perché no? La prima comunione nei musei, alla Reggia, a San Leucio, a Carditello e negli altri siti d’arte?
Ci avete pensato? Se questo è il prezzo da pagare per avere un po’ di soldi in più per i nostri beni culturali, non so se davvero ne valga la pena.

 

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