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New York / Benevento – Lotta ai tumori, Iavarone (fuggito all’esterno) sconfigge il male del secolo. La rivincita sui baroni italiani

New York / Benevento – Sarà molto più facile, da oggi in poi, sconfiggere il tumore, in ogni sua forma. E’ stata scoperta l’energia che alimenta il male del secolo. Sarà possibile quindi fermarne la crescita e lo sviluppo. Tutto grazie alle ricerche condotte dal Sannita Antonio Iavarone, 54 anni,  e al suo gruppo di ricercatori, quasi tutti italiani. Italiani costretti però a scappare all’estero per poter lavorare e poter dimostrare il proprio valore. Già, le persone valide, ai tempi nostri, devono scappare all’estero per dimostrare il proprio valore. Perché?
Semplicemente perché in un paese di mediocri non c’è spazio per chi vale. Così i migliori vanno via e a noi restano  (per fare qualche esempio) Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e tanti altri mediamente mediocri, fra cui i baroni delle università e della sanità nazionale che difendono con le unghie e con i denti i lori privilegi e il loro clientelismi.
“L’Italia investe molto poco nella ricerca. Questo, precisa Iavarone, dipende dalla classe politica che voi votate. Occorre invertire la rotta con esempi virtuosi. L’America non è la terra promessa, ma offre maggiori opportunità per sperimentare nuove strade”.
Iavarone, nato a Benevento, lavora da molti anni negli Stati Uniti dopo aver lasciato l’Italia in seguito a un episodio che lui indica come nepotismo. In pratica, il muro di gomma dei baroni e la triste modalità tutta italiana delle caselle assegnate a figli e parenti lo hanno convinto ad andar via. Lo scienziato è adesso quarantesimo nell’elenco generale mondiale e secondo nel campo dei tumori. Un classico caso, l’ennesimo, di fuga di cervelli.
Scoperto il ‘generatore di energia’ dei tumori: è un vero e proprio motore molecolare che li alimenta e dal quale i tumori dipendono per avere una continua ‘ricarica’.  Conoscere il meccanismo che lo fa funzionare permette adesso di avere a disposizione nuovi farmaci, molti dei quali già esistenti. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, è del gruppo della Columbia University di New York guidato da Antonio Iavarone, uno dei più celebri ‘cervelli’ fuggiti all’estero, e del quale fanno parte molti italiani, come Anna Lasorella della Columbia, Stefano Pagnotta e Luciano Garofano e Luigi Cerulo, che lavorano fra la Columbia e l’università del Sannio. I ricercatori avevano notato che la proteina di fusione agiva come una sorta di ‘droga’ capace di scatenare il tumore, di alimentarlo e di legarlo a se’, rendendolo completamente dipendente. Era stata osservata in azione nel più aggressivo tumore del cervello, il glioblastoma, e si sospettava che potesse essere alla base di molte altre forme di tumore. A distanza di 5 anni è arrivata la conferma: “adesso sappiamo che questa fusione genica è una delle più frequenti in tutte le forme di tumore”, ha detto Iavarone All’ANSA. “E’ un fenomeno generale”, ha aggiunto, e sono già partite in Francia le prime sperimentazioni di farmaci in grado di bloccare la fusione genica”. E’ possibile affermarlo, ha detto ancora, perché adesso è noto il meccanismo che alimenta il motore e che è legato al funzionamento delle centraline energetiche delle cellule, i mitocondri.

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