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SESSA AURUNCA – “Quarto Natale senza stipendio!”: dipendenti del Cab sul piede di guerra

Sessa Aurunca (di Melina Vitale) – Dipendenti del Cab sul piede di guerra: “E’ il quarto Natale senza stipendio!”. Stamattina degli operai del Consorzio Aurunco di Bonifica, come è già una settimana che stanno facendo, si sono presentati al lavoro protestando per l’ennesima volta. Dopo aver occupato l’impianto di Baia Domizia, continuano i manifesti sotto l’edificio sessano. Le proteste sono finalizzate a sensibilizzare le istituzioni, in particolare la Regione Campania e i due commissari straordinari nominati da De Luca, Testa e Maisto rispetto alla problematica occupazionale dell’Ente. Ovviamente, il tutto, senza riscontro. Tutti promettono ma in realtà nessuno sembra risolvere in maniera reale il problema. La situazione ad oggi è questa: il Cab è stato commissariato due volte, la prima con Carotenuto, che non voleva far lavorare i dipendenti perché non potevano essere pagati, ma comunque loro sono scesi a lavorare. Così il commissario si dimette tra agosto e settembre su richiesta dei dipendenti. Il problema diventa enorme considerando che gli stagionali dovevano fare 151 giornate, ma in realtà sono solo 120. Al momento, sembra che si stiano sbrigando le carte per far accorpare il consorzio sessano a quello del Volturno. Così facendo, però, un ente sessano, che offre circa 70 posti di lavori, morirà. Cosa succederà a questo punto? Accadrà che i dipendenti fissi molto probabilmente lavoreranno, mentre quelli stagionali perderanno completamente il lavoro. Inoltre, agli stessi stagionali, non risultano versati tutti i contributi delle 120 giornate, ma solo delle prime 40, e nemmeno hanno ricevuto le buste paghe. Intanto i commissari attuali promettono la loro presenza sul posto, ma in realtà finora ancora non si sono presentati. La rabbia è troppa. Il fumo esce dalle orecchie. Gli operai sono stanchi, è il quarto anno di seguito che non vengono pagati regolarmente, ma solo con i decreti ingiuntivi. E’ chiaro che i dipendenti non si sentano tutelati nemmeno dalle istituzioni locali, escludendo la responsabilità, perché il consorzio, essendo un ente regionale, dipende appunto dalla Regione Campania. Loro non si muoveranno, non finiranno di protestare fino a quando non cambierà la situazione.

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