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* esclusiva * Pietravairano – Quattro bambini pianificano e attuano l’assalto alla scuola: cassaforte svuotata. Non è semplice bravata

* esclusiva * Pietravairano – Gli occhi lucidi, lo sguardo basso e le lacrime che solcavano il suo tenero viso. Poi, poche parole per confermare il sospetto: “Sono stato io con altri amici”. Questa la confessione che ha permesso ai carabinieri di dare un nome e un volto agli autori dei fatti e di sciogliere ogni dubbio sull’accaduto che, altrimenti, sarebbe stato classificato come la solita azione attuata da qualche disperato.
Quanto accaduto, qualche settimana fa a Pietravairano, ha dell’incredibile. Semplicemente perché nei panni di Arsenio Lupin non si era calato un adolescente oppure un adulto. Bensì quattro alunni delle elementari (dalla terza alla quinta classe). Da soli, i quattro bambini (fra gli otto e i dieci anni) avrebbero pianificato e attuato un assalto alla scuola elementare di Pietravairano. La stessa scuola dove ogni giorno vanno a lezione. Non si tratta semplicemente di un bravata, non si tratta di un semplice gesto di ribellione contro l’autorità costituita. Qui c’è qualcosa di più. C’è, infatti, la capacità di premeditare e quindi pianificare nei minimi dettagli l’azione, portata a termine, poi, con freddezza. Unico punto debole la tenera età dei componenti del gruppo. Uno di loro, infatti, incalzato dagli investigatori sarebbe subito crollato confessando tutto e svelando i nomi degli altri componenti del gruppo.

Il piano:
Avrebbero studiato nei minimi dettagli ogni azione, sono riusciti ad individuare il nascondiglio dove il personale della scuola metteva la chiave della cassaforte. Avrebbero poi individuato la bidella più “distratta” alla quale avrebbero sottratto, con abilità, le chiavi per accedere alla scuola. Una volta ottenuto “gli strumenti” giusti sarebbero passati all’azione penetrando nella scuola ed agendo indisturbati. Avrebbero aperto la cassaforte portando via il denaro in essa contenuta. Avrebbero poi frugato nei cassetti delle scrivanie dei professori prelevando (in uno di essi) oltre 300 euro.
Poi avrebbero accesso qualche computer, guardato qualche film “sexy” scaricato dalla rete; avrebbero danneggiato anche qualche attrezzatura scolastica. Prima di andare via avrebbero anche tracciato il classico simbolo fallico su qualche lavagna del plesso ubicato in pieno centro città.

La denuncia e la confessione:
Il mattino successivo, il personale della scuola avrebbe scoperto l’accaduto. La dirigente scolastica, la professoressa Iavarone, avrebbe presentato denuncia presso la caserma dei carabinieri di Vairano Scalo. In pochi minuti il maresciallo Palazzo avrebbe risolto il giallo, anche grazie alla “collaborazione” di uno dei componenti della “banda”. Gli investigatori avrebbero fatto circolare ad arte la voce che i responsabili del furto erano stati individuati. Così il più piccolo della “banda” si sarebbe fatto avanti, confessando ogni responsabilità. E dimostrando, con questo gesto, anche un certo coraggio. E se fosse proprio lui, il più piccolo, il capo del gruppo?

Le conseguenze:
Per i quattro Arsenio Lupin in fasce non ci saranno azioni penali, sono troppo piccoli e quindi non imputabili penalmente. Tuttavia potrebbero essere attuate da parte dei istituzioni competenti azioni tali per fa comprendere ai quattro bambini l’errore commesso.

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