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Campania, l’occupazione cresce e le famiglie investono acquistando casa. I dati forniti dal rapporto della Banca D’Italia

(di Alessandro Staffiero) – L’occupazione in Campania, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, è cresciuta nella media del primo semestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno  precedente. L’espansione è stata superiore sia alla media italiana sia a quella meridionale.  Alla crescita hanno contribuito i settori dei servizi, specie quelli legati al commercio e al turismo, dell’industria in senso stretto e delle costruzioni, mentre l’occupazione è lievemente calata in agricoltura. La crescita dell’occupazione nel settore privato è stata tuttavia dovuta soprattutto ai lavoratori con contratto a tempo determinato. Nel complesso, le nuove posizioni lavorative a tempo indeterminato, che includono anche le trasformazioni, hanno continuato ad aumentare anche grazie al rinnovo degli incentivi nelle regioni meridionali. Nonostante l’espansione dell’occupazione, il tasso di disoccupazione è aumentato al 21,5 per cento, dal 20,2 del primo semestre 2016. Tale andamento riflette però l’aumento delle persone in cerca di occupazione (11,8 per cento) e il contestuale calo di coloro che non cercano lavoro pur dichiarandosi disponibili ad accettarne uno. Le forze di lavoro sono pertanto aumentate, portando il tasso di attività al 53,6 per cento, dal 51,1 del primo semestre 2016. Per quanto concerne i dati relativi all’indebitamento delle famiglie si rileva che nel primo semestre del 2017 i finanziamenti erogati da banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici campane sono aumentati del 4,1 per cento su base annua, più che nel 2016 (2,9 per cento a dicembre). L’accelerazione ha interessato sia i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sia il credito al consumo. Le erogazioni dei mutui per acquisto di abitazioni sono aumentate nel primo semestre del 2017 del 4,1 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Al netto delle operazioni di surroga o sostituzione, la cui incidenza sul totale dei flussi erogati si è lievemente ridotta, l’incremento dei nuovi mutui è stato decisamente più marcato (6,8 per cento). L’espansione è stata sostenuta dai tassi d’interesse che, pur a fronte del lieve aumento nel semestre, rimangono su valori contenuti. Nonostante l’ampliamento, comunque moderato, del differenziale tra le condizioni applicate ai contratti a tasso fisso e quelle a tasso variabile, le erogazioni relative ai primi hanno continuato a rappresentare la componente prevalente dei nuovi mutui (oltre i quattro quinti).

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