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Vairano Patenora – Spaccio di droga, destini diversi per le donne della banda

VAIRANO PATENORA – Spaccio di droga nel vairanese, destini diversi per le donne del gruppo di spacciatori. Infatti, i giudici del riesame hanno valutato diversamente le posizioni di Francesca Daniela e Yuliya Shalatova. Per la prima il riesame ha deciso di confermare gli arresti domiciliari, mentre, per la seconda, moglie di Galdiero, i giudici del tribunale di Napoli, qualche settimana prima, avevano deciso di rimetterla in libertà. Tutto nasce da una inchiesta svolta dai carabinieri della stazione di Vairano Scalo, guidati dal maresciallo Palazzo, iniziata nel mese di marzo e conclusa nel mese di novembre 2016, condotta con l’ausilio di intercettazioni- telefoniche e ambientali- localizzazione di apparati mobili mediante dispositivi GPS, servizi di osservazione e di controllo. In carcere, finirono Aniello Galdiero e Giuseppe Sirignano. Agli arresti domiciliari andarono Francesca Daniele, Yuliya Shatalova e Domenico Trezza. Venne sottoposto all’obbligo di presentazione in caserma Biagio Dello Stretto.
Gli investigatori effettuavano numerosi riscontri di polizia giudiziaria, procedendo al sequestro di elevati quantitativi di sostanza stupefacente del tipo eroina, cocaina, cobret, hashish e marijuana, riscontrando almeno duecento cessioni di stupefacente. La complessa e articolata indagine, denominata DRUG CAKE (uno dei principali indagati risultava essere gestore di una pasticceria, di fatto non operante, ma destinata a luogo di incontro per le cessioni dello stupefacente), consentiva di disarticolare due importanti piazze di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo eroina, cocaina, cobret, hashish e marijuana, attive nelle zone di Vairano Patenora e di Acerra. La prima piazza di spaccio operava in località Corte di Vairano Patenora ed era condotta da soggetti locali. La gestione risultava connotata da caratteri di stabilità e di professionalità, tale da far ritenere che i predetti traevano da ciò la loro unica fonte di sostentamento. Vi erano numerosi clienti abituali e occasionali che si recavano ad acquistare indistintamente cocaina o hashish previo corrispettivo di denaro, ovvero su richiesta telefonica ricevevano la cessione anche a domicilio. La seconda piazza di spaccio è stata individuata in Acerra, dove giovani provenienti dall’area del maddalonese e dal fondo valle telesino si recavano per acquistare eroina, cocaina, cobret ed hashish. II collegamento tra le due piazze era assicurato proprio da uno dei principali indagati che per approvvigionarsi di sostanza stupefacente da vendere al dettaglio nella zona di Vairano si recava frequentemente dal rifornitore di Acerra.

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